Carta dedicata a te 2026: chi può riceverla e quali sono i requisiti
Carta dedicata a te 2026: requisiti ISEE, priorità, esclusioni, importo di 500 euro e scadenze per capire chi può riceverla.
Nel 2026 l’Assegno di inclusione (ADI) cambia soprattutto su due fronti. Il primo riguarda i rinnovi: la Legge di Bilancio 2026 ha eliminato il mese di sospensione tra la fine dei primi 18 mesi o dei successivi periodi di 12 mesi e la nuova domanda. Il secondo riguarda l’ISEE per le prestazioni familiari e per l’inclusione, che dal 1° gennaio 2026 utilizza criteri specifici più favorevoli in diversi casi, in particolare per le famiglie con figli.
Restano invece confermati i principali requisiti economici introdotti dal 2025: ISEE non superiore a 10.140 euro, soglia ordinaria di reddito familiare pari a 6.500 euro annui moltiplicati per la scala di equivalenza ADI e specifiche soglie patrimoniali. Le regole operative aggiornate sono riportate nella scheda ufficiale Assegno di Inclusione dell’INPS, aggiornata nel 2026.
Per verificare l’accesso all’ADI non basta guardare l’ISEE: contano anche composizione del nucleo, reddito familiare, patrimonio, residenza e altre condizioni previste dalla misura.
La modifica più concreta per chi già percepisce l’ADI riguarda la continuità del beneficio. Fino al 2025, al termine del primo periodo massimo di 18 mesi o dei successivi rinnovi di 12 mesi, era previsto un mese di sospensione. Dal 2026 questo intervallo viene eliminato: il nucleo può presentare domanda di rinnovo già dal mese successivo all’ultima mensilità spettante.
C’è però una regola importante da non trascurare: la prima mensilità del rinnovo è riconosciuta nella misura del 50% dell’importo mensile spettante. La novità è stata chiarita dall’INPS nella pagina Assegno di Inclusione: le novità 2026.
Il secondo cambiamento riguarda il calcolo ISEE utilizzato per alcune prestazioni sociali. La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un valore ISEE specifico per ADI, Supporto per la Formazione e il Lavoro, Assegno unico, bonus asilo nido e bonus nuovi nati. Per l’abitazione principale aumenta la franchigia patrimoniale rilevante ai fini ISEE e vengono riviste alcune maggiorazioni della scala di equivalenza per i nuclei con figli. Le istruzioni sono contenute nel messaggio INPS sui nuovi criteri ISEE 2026.
L’Assegno di inclusione non è destinato indistintamente a tutti i nuclei con ISEE basso. Il nucleo deve includere almeno un componente che rientra in una delle categorie previste:
L’INPS include inoltre, con regole specifiche, i titolari di determinati permessi di soggiorno per “casi speciali”. Per questi ultimi la disciplina presenta eccezioni ai requisiti ordinari di cittadinanza, residenza ed economici, quindi è opportuno consultare direttamente la scheda INPS aggiornata.
In via ordinaria, il richiedente deve rientrare nelle categorie di cittadinanza o soggiorno previste dalla legge: tra queste figurano cittadini italiani, cittadini dell’Unione europea e loro familiari titolari dei relativi diritti di soggiorno, cittadini di Paesi terzi con permesso UE per soggiornanti di lungo periodo e titolari di protezione internazionale o status di apolide.
Al momento della domanda è richiesto, in generale, di essere residenti in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Il requisito di residenza deve permanere durante l’erogazione anche per i componenti del nucleo beneficiario.
Il nucleo deve avere un ISEE in corso di validità non superiore a 10.140 euro. Questo limite, introdotto nel 2025, rimane il riferimento anche nel 2026.
Dal 2026, tuttavia, l’indicatore utilizzato per l’ADI può differire dall’ISEE ordinario per effetto delle nuove regole dedicate alle prestazioni familiari e per l’inclusione. Tra le modifiche, la franchigia relativa all’abitazione principale è fissata a 91.500 euro e sale a 120.000 euro quando la casa si trova nel Comune capoluogo di una Città metropolitana indicata dalla normativa. La franchigia cresce inoltre di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.
Questo significa che un nucleo che in precedenza si trovava poco sopra una soglia può ottenere nel 2026 un valore diverso per queste specifiche prestazioni. Non significa però che tutti gli ISEE diminuiscano automaticamente: il risultato dipende dalla situazione concreta del nucleo.
Oltre all’ISEE bisogna rispettare un limite di reddito familiare distinto. Per la maggior parte dei nuclei la soglia è pari a:
6.500 euro annui × parametro della scala di equivalenza ADI.
Per i nuclei composti esclusivamente da persone di almeno 67 anni, oppure da persone di almeno 67 anni insieme ad altri familiari tutti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza, la soglia base sale a 8.190 euro annui, sempre moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza.
Per i nuclei che vivono in un’abitazione in locazione, secondo quanto risulta dalla DSU ai fini ISEE, la soglia di reddito familiare per l’accesso può arrivare a 10.140 euro nei casi previsti.
La scala di equivalenza serve a tenere conto della composizione del nucleo. Il parametro parte da 1 e può crescere fino a un massimo ordinario di 2,2, elevabile a 2,3 in presenza di componenti con disabilità grave o non autosufficienza.
| Componente o situazione | Maggiorazione del parametro |
|---|---|
| Altro componente con disabilità o non autosufficiente | +0,50 |
| Altro componente di almeno 60 anni | +0,40 |
| Componente maggiorenne con carichi di cura previsti dalla norma | +0,40 |
| Adulto in grave disagio bio-psico-sociale inserito in programmi certificati | +0,30 |
| Ciascun minore, fino a due | +0,15 |
| Ogni ulteriore minore oltre il secondo | +0,10 |
Il parametro effettivo viene verificato sulla base delle informazioni disponibili all’INPS, dell’ISEE e delle dichiarazioni contenute nella domanda.
Il patrimonio immobiliare rilevante ai fini ISEE, posseduto in Italia o all’estero, deve essere non superiore a 30.000 euro, escludendo dal calcolo la casa di abitazione entro un valore ai fini IMU non superiore a 150.000 euro.
Questo requisito non va confuso con la franchigia dell’abitazione principale introdotta nel nuovo calcolo ISEE 2026: sono due verifiche diverse. Una riguarda il valore dell’ISEE specifico; l’altra è un requisito patrimoniale direttamente previsto per l’accesso all’ADI.
Per conti correnti, depositi e altri elementi del patrimonio mobiliare valgono queste soglie di base:
La soglia di 10.000 euro aumenta di 1.000 euro per ogni figlio a partire dal terzo. Sono inoltre previste maggiorazioni di 5.000 euro per ogni componente con disabilità e di 7.500 euro per ogni componente con disabilità grave o non autosufficienza.
Il nucleo non deve avere componenti intestatari o nella piena disponibilità di alcuni beni considerati incompatibili con il beneficio. In particolare, l’INPS indica autoveicoli con cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli oltre 250 cc immatricolati per la prima volta nei 36 mesi precedenti la domanda. Sono previste eccezioni per i mezzi per i quali spettano agevolazioni fiscali legate alla disabilità.
Sono inoltre incompatibili, secondo le condizioni previste dalla norma, navi e imbarcazioni da diporto e aeromobili.
L’ADI non ha un importo mensile unico. Il beneficio è composto da due possibili quote:
Per la quota A la soglia ordinaria parte da 6.500 euro annui moltiplicati per la scala di equivalenza. Per i nuclei composti esclusivamente da persone di almeno 67 anni, oppure con le combinazioni di età e disabilità previste, la soglia base è 8.190 euro.
Per l’affitto, l’integrazione può arrivare fino a 3.640 euro annui. Nei nuclei composti da persone tutte di almeno 67 anni, oppure da persone di almeno 67 anni e altri componenti tutti con disabilità grave o non autosufficienza, il limite massimo della quota affitto è 1.950 euro annui. Questi valori, introdotti dal 2025, risultano ancora applicabili nel 2026.
L’INPS ha fornito esempi molto chiari per una persona sola. Con reddito familiare pari a zero e un affitto annuo di 4.500 euro, l’ADI può arrivare a 10.140 euro annui, cioè 845 euro al mese. Con reddito familiare di 6.500 euro e affitto di 3.000 euro, il beneficio corrisponde alla sola componente affitto, pari a 3.000 euro annui, cioè 250 euro al mese.
Questi esempi non sono importi garantiti per tutti: il calcolo reale dipende da reddito, composizione del nucleo, scala di equivalenza, canone registrato e altri requisiti verificati dall’INPS.
Il beneficio può essere erogato per un massimo di 18 mesi consecutivi. Dopo questo periodo è possibile presentare una nuova domanda per periodi ulteriori di 12 mesi, purché i requisiti continuino a essere rispettati.
Dal 2026 non è più previsto il mese di sospensione tra un ciclo e il successivo. La prima mensilità di ogni rinnovo viene però erogata al 50% dell’importo mensile riconosciuto per il nuovo periodo.
La domanda può essere presentata online tramite il sito INPS, accedendo con le credenziali ammesse, oppure tramite patronati e Centri di Assistenza Fiscale. Dopo l’accoglimento è necessario registrarsi al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) e sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale del nucleo familiare.
Il beneficio decorre, in presenza di esito positivo dell’istruttoria, dal mese successivo alla sottoscrizione del PAD. L’INPS indica inoltre che i beneficiari devono rispettare gli appuntamenti e gli eventuali percorsi di inclusione sociale o lavorativa previsti per la loro situazione.
Sì, l’ADI è compatibile con l’attività lavorativa entro le regole previste. Se durante la fruizione uno o più componenti iniziano un lavoro, il maggior reddito percepito non incide sul beneficio fino a un massimo complessivo di 3.000 euro lordi annui per il nucleo. La parte eccedente viene invece considerata per il ricalcolo.
Esistono obblighi specifici di comunicazione all’INPS tramite i modelli ADI-Com. Per un nuovo lavoro dipendente, per esempio, il reddito presunto deve essere comunicato entro i termini indicati dall’Istituto; la mancata comunicazione può comportare sospensione o decadenza.
Per capire se il nucleo può rientrare nell’ADI 2026 conviene controllare nell’ordine: presenza di almeno un componente appartenente alle categorie tutelate, residenza e titolo di soggiorno, ISEE specifico per le prestazioni di inclusione, reddito familiare, patrimonio immobiliare e mobiliare, eventuali veicoli o altri beni incompatibili.
È importante non fermarsi alla sola soglia ISEE di 10.140 euro. Un nucleo può avere un ISEE sotto il limite ma non rispettare il requisito di reddito familiare, quello patrimoniale o la composizione richiesta.
Nel 2026 l’Assegno di inclusione mantiene le soglie economiche principali già in vigore dal 2025, ma introduce maggiore continuità nei rinnovi e un nuovo calcolo ISEE specifico per le prestazioni familiari e di inclusione. La soglia ISEE resta a 10.140 euro; il reddito familiare ordinario deve essere inferiore a 6.500 euro moltiplicati per la scala di equivalenza, mentre per alcune tipologie di nuclei la soglia base sale a 8.190 euro.
Il beneficio non ha una cifra fissa: integra il reddito fino alla soglia prevista e può aggiungere una quota per l’affitto fino a 3.640 euro annui, o 1.950 euro per i nuclei anziani/disabili individuati dalla legge. La novità operativa più importante è che il mese di stop tra i cicli è stato eliminato, ma la prima mensilità del rinnovo viene pagata al 50%.
Per verificare requisiti, domanda e aggiornamenti, il riferimento principale resta la scheda ufficiale INPS sull’Assegno di Inclusione. La disciplina di base è contenuta nel decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48 su Normattiva, da leggere nella versione vigente.
Carta dedicata a te 2026: requisiti ISEE, priorità, esclusioni, importo di 500 euro e scadenze per capire chi può riceverla.
Pagamento ADI sospeso nel 2026? Scopri come controllare lo stato, capire la causa, regolarizzare la posizione e contattare INPS.
Rottamazione cartelle 2026: controlla 30 settembre, 30 novembre e le scadenze del tuo piano. Guida a quinquies, quater, riammissione e casi locali.
SFL 2026: 500 euro al mese, requisiti ISEE e reddito, nuovo calcolo ISEE, durata, SIISL, PAD, corsi, obblighi e casi di sospensione o decadenza.
Carta Dedicata a Te 2026: il decreto prevede l’accredito da ottobre. Scopri come verificare beneficiari, ritiro, saldo e scadenza del primo pagamento.
Assegno di inclusione 2026: requisiti ISEE, reddito e patrimonio, importi ADI, quota affitto, scala di equivalenza e nuove regole per rinnovi e ISEE.
Bonus nido 2026 non pagato? Controlla stato della domanda, documenti di spesa, mensilità, ISEE e IBAN. Ecco quando contattare INPS.
Bonus mobili 2026: scopri chi può usarlo, quali lavori servono, cosa acquistare, come pagare e quali documenti conservare.
Bonus nido 2026: fino a 3.600 euro, nuove regole ISEE, strutture ammesse e supporto domiciliare. Confronta importi, requisiti e casi pratici.
Bonus casa 2026: aliquote per abitazione principale e altri immobili, ecobonus, sismabonus, mobili, barriere architettoniche e limiti da verificare.