Carta dedicata a te 2026: chi può riceverla e quali sono i requisiti
Carta dedicata a te 2026: requisiti ISEE, priorità, esclusioni, importo di 500 euro e scadenze per capire chi può riceverla.
Nel 2026 il Supporto per la formazione e il lavoro non aumenta di importo: resta pari a 500 euro al mese. La novità più rilevante è invece il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, che si applica anche al SFL e può rendere più favorevole l’accesso per alcune famiglie, soprattutto quelle con figli o con un’abitazione principale che incide sul patrimonio immobiliare.
Il Supporto per la formazione e il lavoro, spesso abbreviato in SFL, non è un assegno erogato semplicemente perché si è disoccupati. È una misura di attivazione al lavoro: il pagamento è collegato alla partecipazione effettiva a corsi, attività di orientamento, riqualificazione, politiche attive, progetti utili alla collettività o altre iniziative previste dal percorso personale.
Le informazioni di questa guida sono aggiornate al 16 settembre 2026 sulla base delle pagine ufficiali INPS, del Ministero del Lavoro e della piattaforma SIISL.
Il SFL collega il sostegno economico alla partecipazione concreta a percorsi di formazione e attivazione lavorativa.
Dal 1° gennaio 2026 è operativo un nuovo valore dell’ISEE dedicato a cinque prestazioni INPS, tra cui il Supporto per la formazione e il lavoro. Non è un ISEE separato da richiedere con una seconda domanda: deriva dalla DSU e viene calcolato secondo regole specifiche più favorevoli per queste prestazioni.
La novità riguarda soprattutto due elementi:
Il risultato pratico è che una famiglia che con l’ISEE ordinario superava la soglia potrebbe rientrare nella misura con il nuovo ISEE per l’inclusione. L’INPS ha aggiornato automaticamente le attestazioni delle DSU presentate dal 1° gennaio 2026 dopo l’adeguamento dei modelli.
Puoi verificare i criteri nella pagina INPS Nuovi criteri ISEE per l’inclusione sociale e nell’aggiornamento sui nuovi modelli DSU 2026.
L’indennità SFL è pari a 500 euro al mese. L’INPS la paga con bonifico mensile, ma solo quando risulta l’effettiva partecipazione alle attività previste dal percorso.
| Elemento | Regola 2026 |
|---|---|
| Importo mensile | 500 euro |
| Durata ordinaria | Fino a 12 mesi |
| Proroga | Fino a ulteriori 12 mesi se, alla scadenza, è ancora in corso un percorso formativo e viene aggiornato il Patto di servizio personalizzato |
| Condizione per il pagamento | Partecipazione effettiva alle attività previste |
| Pagamento | Bonifico mensile INPS |
La possibilità di arrivare fino a 24 mesi non significa quindi che tutti ricevano automaticamente 24 mensilità. La proroga richiede che alla fine dei primi 12 mesi sia ancora in corso un corso di formazione e che il Patto di servizio personalizzato venga aggiornato. Il pagamento prosegue nei limiti della durata del corso o dell’attività.
La scheda ufficiale aggiornata è disponibile su INPS – Supporto per la Formazione e il Lavoro.
La misura è rivolta, in via generale, a singoli componenti di nuclei familiari di età compresa tra 18 e 59 anni che rispettano i requisiti economici, patrimoniali, di cittadinanza e residenza e che non hanno i requisiti per l’Assegno di Inclusione.
Può essere utilizzata anche da alcuni componenti di nuclei che percepiscono l’ADI, se non sono conteggiati nella scala di equivalenza ADI e aderiscono volontariamente ai percorsi di attivazione previsti.
La scheda INPS aggiornata al 5 marzo 2026 indica:
È importante non confondere ISEE e reddito familiare: sono due verifiche diverse e devono essere rispettate entrambe.
Il patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, calcolato ai fini ISEE e diverso dalla casa di abitazione, non deve superare 30.000 euro. Per la casa di abitazione l’INPS indica inoltre il limite di valore IMU di 150.000 euro previsto dalla disciplina della misura.
La soglia ordinaria è inferiore a:
Le soglie possono aumentare in presenza di minori e persone con disabilità secondo le regole indicate dall’INPS.
Tra i requisiti previsti rientra la residenza in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo, oltre ai requisiti di cittadinanza o soggiorno previsti per cittadini italiani, dell’Unione europea e determinate categorie di cittadini di Paesi terzi.
La domanda economica è soltanto l’inizio. Il funzionamento del SFL ruota attorno alla piattaforma SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa.
Il percorso ordinario prevede:
Nella domanda il richiedente rilascia anche la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, la DID. Il portale istituzionale per il percorso è SIISL – Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa.
Il SFL non si limita ai tradizionali corsi in aula. Le attività ammesse comprendono, tra le altre:
Per i progetti utili alla collettività, il Ministero del Lavoro indica attività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. Il numero di ore deve essere compatibile con le altre attività del beneficiario ed è normalmente compreso tra almeno otto e un massimo di sedici ore settimanali, quest’ultimo con il consenso delle parti. Il riferimento è la pagina ministeriale sui progetti utili alla collettività.
Il pagamento non nasce dalla sola accettazione della domanda. L’indennità è collegata alla partecipazione effettiva alle attività. Per esempio, se una persona ottiene esito positivo sulla domanda ma non avvia il percorso previsto, non può considerare i 500 euro come un sostegno automatico mensile.
Questo distingue nettamente il SFL da una prestazione di disoccupazione tradizionale: l’obiettivo è finanziare e sostenere un percorso di attivazione, non sostituire in modo generalizzato un reddito da lavoro.
Il beneficiario deve confermare ai servizi competenti, anche in modalità telematica, la partecipazione alle misure di formazione e attivazione indicate nel Patto di servizio personalizzato almeno ogni 90 giorni. La mancata conferma comporta la sospensione del beneficio.
È quindi utile non limitarsi a controllare i bonifici: occorre anche seguire le comunicazioni ricevute dai servizi per il lavoro e mantenere aggiornato il proprio percorso.
Chi ha tra 18 e 29 anni e non ha assolto l’obbligo di istruzione deve iscriversi e frequentare un percorso di istruzione per adulti o un percorso comunque funzionale all’adempimento dell’obbligo scolastico.
Se l’iscrizione richiesta non avviene, il beneficio non viene erogato. Per questa fascia di età, quindi, prima ancora di concentrarsi sui corsi professionali del SFL è necessario verificare la propria posizione rispetto all’obbligo di istruzione.
L’avvio di un’attività lavorativa non significa automaticamente perdita immediata del SFL. La compatibilità viene verificata sulla base delle variazioni reddituali e delle comunicazioni effettuate all’INPS.
La disciplina prevede che il beneficiario comunichi le variazioni delle condizioni occupazionali tramite il modello SFL-Com Esteso. Per il reddito da lavoro, l’INPS richiama la soglia di 3.000 euro lordi annui: la quota eccedente deve essere considerata e comunicata secondo le regole previste.
Chi inizia un lavoro non dovrebbe quindi attendere il controllo successivo dell’INPS. È importante comunicare tempestivamente la variazione e verificare se il nuovo reddito modifica i requisiti economici.
Il Supporto per la formazione e il lavoro è incompatibile con strumenti pubblici di integrazione o sostegno al reddito per la disoccupazione. La scheda INPS richiama espressamente l’incompatibilità con il Reddito di Cittadinanza, la Pensione di Cittadinanza e gli altri strumenti pubblici di sostegno al reddito per la disoccupazione.
Se stai già ricevendo una prestazione come sostegno alla disoccupazione, non è quindi prudente presentare la domanda SFL dando per scontata la cumulabilità: va verificata la situazione concreta prima della richiesta.
Il beneficio è strettamente legato al rispetto delle condizioni durante tutto il periodo di fruizione. Tra le situazioni che possono creare problemi rientrano:
L’INPS specifica che i requisiti devono essere posseduti non soltanto al momento della domanda, ma per tutta la durata dell’erogazione.
Ha ISEE di 8.000 euro, reddito familiare sotto la soglia, patrimonio compatibile e non ha diritto all’ADI. Può verificare gli altri requisiti e presentare domanda. Se entra effettivamente in un percorso formativo o di attivazione previsto, può ricevere 500 euro mensili per la durata ammessa.
Vive con coniuge e figli e possiede l’abitazione principale. Nel 2026 non deve fermarsi al solo ISEE ordinario: il nuovo ISEE per le prestazioni familiari e l’inclusione usa franchigie e maggiorazioni più favorevoli. È quindi possibile che il valore rilevante per il SFL sia diverso. Va controllata l’attestazione 2026 aggiornata.
Non deve semplicemente interrompere il percorso o continuare senza comunicare nulla. Deve segnalare la variazione occupazionale all’INPS con gli strumenti previsti, perché reddito e permanenza dei requisiti vanno rivalutati.
Per capire se il percorso sta procedendo correttamente, controlla quattro elementi: domanda INPS accolta, PAD sottoscritto, Patto di servizio personalizzato attivo e attività effettivamente iniziata. Poi verifica che le conferme periodiche siano state effettuate e che sul SIISL non risultino convocazioni o adempimenti non gestiti.
Se il pagamento si interrompe, non partire dal conto corrente: controlla prima se è cambiato lo stato della domanda, se è stata registrata la partecipazione al corso, se sono trascorsi i 90 giorni senza conferma o se è intervenuta una variazione reddituale o familiare.
Nel 2026 il SFL resta un’indennità di 500 euro al mese legata alla partecipazione reale a formazione e politiche attive. La soglia indicata dall’INPS è di 10.140 euro sia per l’ISEE sia, secondo le regole della misura, per il reddito familiare moltiplicato per la scala di equivalenza. La durata ordinaria è fino a 12 mesi, con possibile proroga fino a ulteriori 12 mesi quando alla scadenza è ancora in corso un percorso formativo.
La vera novità del 2026 è il nuovo ISEE per le prestazioni familiari e per l’inclusione, che può rendere l’accesso più favorevole per alcuni nuclei. Per sapere se la misura è adatta alla propria situazione, il controllo corretto parte quindi dall’attestazione ISEE 2026 aggiornata e prosegue con requisiti patrimoniali, posizione rispetto all’ADI e disponibilità a partecipare concretamente al percorso di attivazione.
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