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Come smaltire una power bank gonfia a Bologna: cosa fare in sicurezza
Come smaltire una power bank gonfia a Bologna: cosa fare in sicurezza
Immaginiamo una situazione concreta, solo come esempio: Marta vive a Bologna e nota che la sua power bank, lasciata su una mensola, non è più perfettamente piatta. La scocca è leggermente sollevata e il dispositivo sembra “panciuto”. Non fuma, non è caldo e non perde liquidi, ma l’aspetto è chiaramente cambiato. In un caso del genere la priorità non è capire se la batteria “funziona ancora”: una batteria agli ioni di litio gonfia va considerata danneggiata e non deve più essere usata o ricaricata.
A Bologna le pile e le batterie esauste rientrano nella raccolta separata e possono essere conferite alle Stazioni Ecologiche. La guida ufficiale del Comune indica inoltre contenitori dedicati per le pile e più Centri di Raccolta cittadini. Per una power bank gonfia, però, c’è una differenza importante: il rigonfiamento è un segno di danneggiamento. Per questo è prudente contattare Hera prima di trasportarla, descrivendo chiaramente che la batteria al litio è gonfia. Il Servizio Clienti indicato dal Comune è 800 999 500.
Perché una power bank gonfia richiede più attenzione
Una power bank contiene normalmente celle ricaricabili agli ioni di litio. Quando l’involucro si gonfia, significa che all’interno della cella si sono formati gas a seguito di degradazione o di un’anomalia. Non è possibile stabilire a vista quanto sia imminente un guasto, quindi non conviene schiacciare il dispositivo per “rimetterlo in forma”, aprirlo o fare prove di ricarica.
Le autorità antincendio che pubblicano linee guida specifiche sulle batterie al litio considerano rigonfiamento, perdite, crepe, surriscaldamento e deformazioni segnali di danneggiamento e raccomandano di non usare né ricaricare la batteria. Puoi consultare, come riferimento tecnico di sicurezza, le indicazioni di Fire and Rescue NSW sulle batterie al litio danneggiate.
Nell’esempio di Marta, il rigonfiamento visibile è sufficiente per interrompere l’uso: la power bank non va più accesa né ricaricata.
1. Smetti subito di usarla e scollegala dalla ricarica
Se la power bank è collegata a un cavo e non presenta fumo, crepitii o forte surriscaldamento, interrompi la ricarica senza comprimere il dispositivo. Non provare a “scaricarla completamente” collegandola a un telefono: continuare a far circolare corrente in una batteria danneggiata non è una procedura di smaltimento.
Nel nostro esempio Marta scollega il caricatore e non tenta di testare le porte USB. Questa scelta evita di aggiungere una nuova fase di carica o scarica a una cella già deformata.
Una volta riconosciuto il problema, il caricatore resta scollegato e il dispositivo non viene più usato.
2. Tienila lontana da materiali combustibili mentre organizzi il conferimento
Se la power bank è stabile, fredda e non emette odori, fumo o rumori, evita di manipolarla inutilmente e tienila temporaneamente su una superficie rigida e non facilmente infiammabile, lontano da carta, tessuti, letti, divani, fonti di calore e vie di fuga. Non lasciarla al sole o dentro un’auto parcheggiata, dove la temperatura può aumentare rapidamente.
Non forare l’involucro, non tentare di separare le celle interne e non avvolgere strettamente il dispositivo esercitando pressione. Se invece è molto calda, fuma, sibila, perde sostanze o sembra sul punto di incendiarsi, allontanati e chiama il 112. In quella situazione non è più un normale problema di raccolta rifiuti.
3. Chiama Hera prima di portare una batteria gonfia al Centro di Raccolta
Per le normali pile esauste il Comune di Bologna indica sia i contenitori dedicati distribuiti sul territorio sia le Stazioni Ecologiche. La guida ufficiale alla raccolta differenziata del Comune di Bologna specifica che le pile possono essere portate alla Stazione Ecologica.
Una power bank gonfia, tuttavia, non è una pila integra da inserire automaticamente in un contenitore pubblico. Poiché il Comune non pubblica nella guida una procedura separata e dettagliata per una power bank rigonfia, la scelta più prudente è chiamare Hera al numero 800 999 500 e dire esattamente: “power bank con batteria al litio gonfia”. Chiedi quale Centro di Raccolta utilizzare e come presentare il dispositivo agli operatori.
Prima del trasporto, è utile descrivere al gestore che si tratta di una power bank al litio gonfia, non di una pila integra.
Dove sono le Stazioni Ecologiche di Bologna
La documentazione ufficiale del Comune attualmente disponibile elenca diversi Centri di Raccolta cittadini, tra cui:
4. Consegnala direttamente all’operatore, non in un contenitore non presidiato
Riprendiamo l’esempio: dopo aver telefonato, Marta si reca al centro indicato dal gestore. All’arrivo non inserisce la power bank in un cassonetto per pile senza avvisare nessuno; comunica invece all’addetto che la batteria è gonfia e segue le istruzioni del personale.
Questo passaggio è importante perché le batterie danneggiate possono richiedere gestione e stoccaggio diversi rispetto alle pile integre. Il Regolamento europeo sulle batterie prevede raccolta separata e trattamento appropriato dei rifiuti di batterie portatili. Il testo consolidato è disponibile su EUR-Lex, Regolamento (UE) 2023/1542 sulle batterie e i rifiuti di batterie.
Al Centro di Raccolta la power bank danneggiata va segnalata all’operatore, che può indicare il contenitore o la procedura appropriata.
Cosa non fare con una power bank gonfia
Non continuare a ricaricarla per vedere se “torna normale”.
Non schiacciare la scocca gonfia e non tentare di richiuderla con morsetti o nastro.
Non bucare, tagliare o aprire la batteria.
Non gettarla nell’indifferenziato, nella plastica o negli altri cassonetti stradali.
Non inserirla senza avviso in un contenitore per pile se è chiaramente danneggiata.
Non lasciarla in automobile al caldo o vicino a fonti di calore.
Non spedirla per posta o corriere come un normale oggetto senza verificare le regole applicabili alle batterie al litio danneggiate.
E se la power bank inizia a scaldarsi, fumare o fare rumori?
Una batteria che fuma, emette vapori, si surriscalda rapidamente, sibila o crepita non dovrebbe essere trasportata in auto verso la Stazione Ecologica. Allontanati, evita di respirare i fumi e chiama il 112 se esiste un rischio di incendio. Non cercare di salvare il dispositivo o recuperare i componenti.
Le indicazioni di sicurezza antincendio sottolineano anche che una batteria al litio può riaccendersi dopo un primo evento termico. Per questo un dispositivo che ha già fumato o preso fuoco non va trattato come una semplice power bank esausta.
Power bank normale ed esausta o power bank gonfia: la differenza pratica
Condizione
Cosa fare
Power bank integra ma a fine vita
Conferirla separatamente attraverso i canali per pile/RAEE indicati dal gestore.
Power bank gonfia ma fredda e stabile
Non usarla né ricaricarla; contattare Hera prima del trasporto e segnalarla all’operatore.
Power bank molto calda, fumante o con rumori anomali
Non trasportarla; allontanarsi e contattare i soccorsi se c’è rischio immediato.
Power bank bucata o con perdita
Evitarne la manipolazione diretta e chiedere istruzioni specifiche al gestore o ai soccorsi in base al rischio.
Un controllo finale prima di uscire di casa
Nell’esempio di Marta, la procedura corretta non consiste nel trovare il cassonetto più vicino, ma nel ridurre il rischio fino alla consegna. Prima di muoversi verifica quindi quattro cose: il dispositivo non è in carica, non presenta fumo o surriscaldamento, il centro ha confermato come gestire una batteria gonfia e il tragitto sarà diretto.
Questa distinzione evita un errore comune: trattare una power bank gonfia come una normale pila esausta. A Bologna esiste una rete strutturata per pile, batterie e RAEE, ma il danneggiamento della cella richiede una precauzione in più. Se non riesci a verificare in anticipo quale centro accetta quel dispositivo nelle sue condizioni, chiama Hera prima di trasportarlo.