TARI a Reggio Calabria: guida pratica a voltura, cessazione e variazione

Aggiornamento sulle scadenze: nell’avviso del 27 maggio 2026, il Comune di Reggio Calabria ha indicato per l’acconto TARI tre rate (31 maggio, 31 luglio e 30 settembre) oppure il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno. Sono date di versamento, non termini per comunicare un trasloco: per voltura, cessazione e variazioni restano centrali i moduli e le regole dichiarative comunali. L’avviso specifica inoltre il pagamento con F24. Consulta l’avviso comunale TARI 2026.

Prima di compilare: quale pratica serve?

Quando cambia chi abita un immobile, si chiude un’attività o si modifica la superficie tassabile, la bolletta TARI non si aggiorna sempre da sola. Il regolamento comunale richiede di dichiarare l’inizio, la variazione o la cessazione dell’utenza e il cambiamento dei requisiti per riduzioni ed esenzioni. La parola “voltura” è usata spesso per il passaggio fra intestatari; nei moduli di Reggio Calabria la pratica corrispondente è indicata come cambio intestazione (subentro). L’obbligo riguarda chi possiede o detiene i locali, secondo la situazione concreta.

SituazioneCosa cercareModulo domestico
Entri in una casa e l’utenza non è ancora a tuo nomeNuova utenza; se subentri all’intestatario, cambio intestazioneMod. 1 oppure Mod. 2, secondo il caso
Lasci l’immobile e non ne mantieni la disponibilitàCessazione dell’utenzaMod. 3
Cambiano occupanti, superfici, dati o agevolazioniVariazione o richiesta di riduzioneMod. 2
La pratica riguarda un negozio, ufficio o altra attivitàModulistica per utenza non domesticaMod. 4, 5 o 6 secondo l’evento

I moduli e il regolamento sono raccolti nella pagina TARI di Hermes Servizi Metropolitani, società che gestisce i rapporti con gli utenti per il Comune. Apri la sezione TARI e la modulistica ufficiale.

Due persone si passano le chiavi di un appartamento sopra alcuni documenti, con edifici residenziali visibili dalla finestra.
Il passaggio delle chiavi è il momento utile per coordinare cessazione del precedente occupante e subentro del nuovo intestatario.

Voltura o subentro: come intestare correttamente la TARI

Se il nuovo occupante prende il posto del precedente intestatario, scarica il Mod. 2 per utenza domestica e seleziona “cambio intestazione utenza (subentro)”. Il modulo chiede la data della variazione, l’indirizzo dell’immobile, il titolo di detenzione, i dati catastali, la superficie calpestabile e il numero delle persone che occupano i locali. Riporta anche i dati dell’intestatario precedente; il modulo prevede le firme del precedente intestatario e del dichiarante nei casi indicati. Hermes richiede di allegare il documento d’identità e, per il subentro, i documenti di entrambi.

Una persona compila un modulo cartaceo con una penna a un tavolo, accanto ad altri documenti relativi all’immobile.
Per il subentro, il Mod. 2 domestico raccoglie i dati dell’utenza, del precedente intestatario e del nuovo occupante.

Se invece apri una posizione TARI per la prima volta e non c’è un’utenza da volturare, consulta il Mod. 1, “Dichiarazione nuova utenza domestica”. Chi trasferisce la propria utenza a un altro indirizzo all’interno del Comune troverà nel Mod. 2 anche la sezione “trasferimento utenza”, che contempla la chiusura della vecchia posizione e l’apertura della nuova a nome dello stesso contribuente. Non scegliere il modulo solo in base alla parola usata nella conversazione con il proprietario: conta ciò che è accaduto e chi occupa effettivamente ciascun immobile. Per negozi e uffici si usano i moduli non domestici, con i dati dell’impresa e dell’attività.

La variazione anagrafica della residenza e la dichiarazione TARI sono adempimenti distinti. Hermes ha annunciato la possibilità, per chi comunica una variazione di residenza o un altro procedimento anagrafico, di consegnare contestualmente il modulo TARI agli uffici anagrafici indicati; prima di recarsi allo sportello verifica che il servizio sia ancora disponibile nella sede prescelta. Leggi l’avviso Hermes sullo sportello TARI collegato all’Anagrafe.

Cessazione: chiudi la posizione quando lasci casa

Quando termini davvero l’occupazione o la detenzione, presenta la dichiarazione di cessazione: il semplice cambio di residenza non è una prova che la posizione TARI sia stata chiusa. Per un’abitazione, il modulo pubblicato è il Mod. 3. Indica i dati dell’intestatario, la data dalla quale non detieni più l’immobile, l’indirizzo completo, i riferimenti catastali e il motivo della cessazione (per esempio fine della locazione o vendita). Il modulo contempla anche il caso dell’erede. Per un’attività non domestica, seleziona invece il modulo di cessazione specifico.

Un appartamento luminoso quasi vuoto con scatole da trasloco accanto alla porta e un mazzo di chiavi sul piano della cucina.
Prima di chiedere la cessazione, annota la data in cui hai effettivamente lasciato l’immobile e raccogli documenti che possano comprovarla.

La dichiarazione va corredata dagli allegati richiesti dal modulo. Conserva, se disponibili, elementi utili a dimostrare la data di effettivo rilascio, come la documentazione relativa alla fine del contratto o alla riconsegna delle chiavi: il regolamento ammette che una prova idonea possa documentare una data di cessazione diversa da quella della comunicazione. Se hai già pagato somme riferite a periodi successivi, chiedi all’ufficio come viene calcolato il conguaglio o l’eventuale rimborso; la cessazione deve essere verificata e la decorrenza dipende anche dalla tempestività e dalla documentazione presentata.

Variazione: aggiorna dati, superfici e agevolazioni

Usa il Mod. 2 domestico se cambia l’intestatario, il numero di occupanti non già aggiornato tramite l’anagrafe, la superficie calpestabile, la destinazione d’uso dei locali o una condizione utile per una riduzione. Il modulo separa queste fattispecie, così puoi indicare la data e i dati prima e dopo il cambiamento. Per un’utenza non domestica usa il modulo di variazione dedicato: possono essere necessari i dati della società, la partita IVA, il codice ATECO, la PEC, la superficie dei locali e l’attività esercitata.

Una persona confronta una planimetria cartacea e documenti dell’immobile con una calcolatrice sul tavolo.
Una variazione di superficie o d’uso va descritta indicando i locali interessati, la superficie precedente e quella aggiornata.

La variazione non serve soltanto quando l’importo aumenta. Anche una riduzione o un’esenzione va comunicata e, quando il modulo lo prevede, documentata; non dare per scontato che basti una segnalazione verbale o la modifica di un’altra utenza. Le tariffe dipendono anche da superficie, destinazione e caratteristiche dell’utenza. Il regolamento stabilisce che una variazione in aumento produce effetti dalla data del cambiamento; per quelle che diminuiscono, il riconoscimento dalla data dichiarata richiede la presentazione nei termini, altrimenti la decorrenza può slittare alla data della dichiarazione.

Scadenze, invio e documenti: la procedura in ordine

  1. Annota la data dell’evento: ingresso, uscita, subentro o modifica di un dato rilevante.
  2. Individua l’utenza: domestica o non domestica, indirizzo completo, interno e dati catastali.
  3. Scarica il modulo appropriato: il Mod. 1 per una nuova utenza domestica, il Mod. 2 per variazioni/subentro, il Mod. 3 per cessazione; per attività usa i moduli dedicati.
  4. Completa e firma: indica codice fiscale, recapito, data, superficie e occupanti richiesti; aggiungi gli allegati pertinenti e i documenti d’identità previsti.
  5. Invia con un canale tracciabile: il regolamento ammette consegna allo sportello, raccomandata A/R, posta elettronica, PEC o sportello online. Per la TARI Hermes pubblica l’indirizzo tassarifiuti@pec.hermesrc.it; la pagina precisa che tale casella riceve soltanto messaggi provenienti da un’altra PEC. Per gli altri canali consulta le istruzioni aggiornate di Hermes.
  6. Archivia la prova: conserva copia della dichiarazione, ricevuta di invio e documentazione allegata.

L’articolo 36 del regolamento indica 90 giorni solari dall’insorgere dell’obbligo dichiarativo. Lo stesso articolo definisce tardiva la dichiarazione presentata oltre il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso o la detenzione, con possibilità di regolarizzazione entro i 90 giorni successivi a tale data prima delle ulteriori sanzioni previste. Sono formulazioni distinte: per evitare dubbi, soprattutto per una cessazione o variazione, presenta la pratica entro 90 giorni dall’evento e chiedi conferma a Hermes se il termine è già trascorso. Le regole e i dettagli sono nel Regolamento TARI pubblicato da Hermes.

Come controllare che la pratica sia stata recepita

Una volta inviata, verifica che la dichiarazione risulti ricevuta e conserva il numero di protocollo o le ricevute PEC/raccomandata. Il regolamento prevede un riscontro comprensibile alla presentazione e l’attivazione del servizio, di norma con il primo avviso di pagamento; non sostituisce però il controllo del contribuente. Quando arriva il successivo avviso, controlla che l’intestatario, l’indirizzo, la decorrenza, la superficie e il numero di occupanti siano coerenti con quanto dichiarato. Se la vecchia posizione compare ancora dopo una cessazione, o se il nuovo importo non riflette la variazione, contatta Hermes con copia della pratica e delle ricevute.

  • Check finale: ho scelto la dichiarazione giusta?
  • Ho indicato la data effettiva e tutti i dati catastali e di recapito?
  • Ho allegato documenti e firme richiesti per questa specifica pratica?
  • Ho una prova dell’invio e, dopo l’aggiornamento, ho controllato il primo avviso TARI?

Per dubbi sui moduli o sul canale, Hermes indica la sede di Via Sbarre Inferiori 304/A, a Reggio Calabria, e il numero 0965 631911; verifica orari e appuntamenti prima di andare di persona. Il Comune resta il riferimento istituzionale per gli avvisi e gli atti tributari, mentre le informazioni operative della TARI e la modulistica sono disponibili nella sezione Hermes linkata sopra.

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