Pensioni 2026: quando arriva la quattordicesima? Date, requisiti e importi

La risposta più importante: la quattordicesima 2026 viene pagata con la rata di luglio ai pensionati che possiedono già i requisiti anagrafici, contributivi e reddituali. Per chi compie 64 anni dopo l’elaborazione della rata di luglio oppure diventa titolare di pensione nel corso del 2026, il pagamento è previsto d’ufficio con la rata di dicembre 2026. Non si tratta quindi di una mensilità garantita a tutti i pensionati, ma di una somma aggiuntiva collegata all’età, al tipo di pensione, agli anni di contribuzione e al reddito individuale.

Un pensionato controlla documenti e calendario per verificare il pagamento della quattordicesima sulla pensione
Un pensionato consulta documenti e calendario per controllare quando viene accreditata la somma aggiuntiva sulla pensione.

Quando arriva la quattordicesima sulla pensione nel 2026?

Per la platea ordinaria, la quattordicesima 2026 è stata inserita nella rata di pensione di luglio. L’INPS ha indicato che l’accredito del rateo di luglio 2026 è stato effettuato con valuta 1° luglio e che nel cedolino compare la voce relativa alla “somma aggiuntiva”, comunemente chiamata quattordicesima.

Esiste però una seconda platea. Chi matura il requisito dei 64 anni dopo l’elaborazione della rata di luglio, oppure chi diventa titolare di pensione nel corso del 2026, riceve la somma con la rata di dicembre 2026, sempre che risultino soddisfatti anche i requisiti contributivi e reddituali. L’INPS non descrive questa seconda erogazione come un pagamento separato a una data fissa: il riferimento ufficiale è la mensilità di dicembre.

In pratica, a settembre 2026 chi aveva diritto alla prima erogazione dovrebbe già aver trovato l’importo nel cedolino di luglio. Chi appartiene alla seconda platea deve invece attendere la rata di dicembre, senza interpretare l’assenza nel cedolino estivo come un’esclusione definitiva.

Chi può ricevere la quattordicesima?

La quattordicesima è una somma aggiuntiva alla pensione, non una mensilità automatica per chiunque riceva un trattamento dall’INPS. La scheda ufficiale dell’Istituto richiede, in sintesi:

  • almeno 64 anni di età;
  • uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria o di forme sostitutive, esclusive ed esonerative gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria;
  • un reddito complessivo individuale entro il limite di due volte il trattamento minimo annuo del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti;
  • un’anzianità contributiva che concorre a stabilire la misura della somma.

Il requisito del reddito riguarda la persona pensionata. Secondo l’INPS, il reddito dell’eventuale coniuge non è rilevante per il diritto alla quattordicesima. Sono inoltre esclusi dal calcolo diversi importi, tra cui i trattamenti di famiglia, l’indennità di accompagnamento, le pensioni di guerra, il reddito della casa di abitazione e alcuni redditi soggetti a tassazione separata.

La quattordicesima spetta anche a chi riceve l’assegno sociale?

No, non sulla base del solo assegno sociale o di un altro trattamento assistenziale escluso dalla disciplina. L’INPS precisa che la quattordicesima non spetta ai titolari di soli trattamenti assistenziali, come pensione sociale, assegno sociale e prestazioni per invalidi civili, ciechi e sordomuti. Sono escluse anche alcune prestazioni di accompagnamento alla pensione, tra cui gli assegni di esodo e l’APE Sociale.

Questo è un punto decisivo prima di contattare l’INPS: avere almeno 64 anni non basta da solo. Bisogna controllare anche la natura del trattamento percepito. Un pensionato con una pensione previdenziale può rientrare nella platea; chi riceve soltanto una prestazione assistenziale esclusa non matura automaticamente il diritto.

Quanto vale la quattordicesima nel 2026?

L’importo dipende da due fattori principali: gli anni di contribuzione, distinti tra lavoro dipendente e autonomo, e la fascia dell’importo pensionistico. La scheda INPS riporta per il 2026 le seguenti somme teoriche:

Anzianità contributivaPensione fino a 1,5 volte il minimo
(fino a 11.931,08 euro annui)
Pensione da 1,5 a 2 volte il minimo
(fino a 15.908,10 euro annui)
Dipendenti fino a 15 anni; autonomi fino a 18 anni437 euro336 euro
Dipendenti oltre 15 e fino a 25 anni; autonomi oltre 18 e fino a 28 anni546 euro420 euro
Dipendenti oltre 25 anni; autonomi oltre 28 anni655 euro504 euro

Questi valori vanno letti insieme alle condizioni individuali e alle eventuali regole di proporzionalità. Se la pensione decorre dopo il 1° gennaio o il compimento dei 64 anni avviene durante l’anno, l’INPS può riconoscere la somma in dodicesimi, per i mesi di effettiva spettanza. La cosiddetta clausola di salvaguardia può inoltre ridurre gradualmente l’importo quando il reddito supera una soglia, ma resta entro il limite aumentato della somma aggiuntiva.

Esempio illustrativo: luglio o dicembre?

Esempio illustrativo, non riferito a persone reali: immaginiamo Marco, già pensionato, che ha compiuto 64 anni entro il periodo utile per la lavorazione della rata estiva e possiede una pensione previdenziale entro i limiti di reddito. In questa situazione, se gli altri requisiti sono verificati dall’INPS, la quattordicesima viene normalmente attribuita con la rata di luglio 2026.

Immaginiamo invece Lucia, che compie 64 anni a settembre 2026, oppure una persona che diventa titolare di pensione durante il 2026. La mancata presenza della somma nel cedolino di luglio non dimostra necessariamente che il requisito economico sia assente: per questa seconda platea il riferimento indicato dall’INPS è la rata di dicembre 2026. L’importo potrà essere proporzionato ai mesi in cui il requisito è maturato.

L’esempio serve a mostrare come applicare il calendario: prima si individua il momento in cui si raggiunge il requisito anagrafico o si diventa pensionati, poi si verifica la pensione interessata e infine si controllano i redditi e i contributi.

Come si controlla se la quattordicesima è stata pagata?

Il controllo più diretto è il cedolino della pensione. Nel cedolino di luglio 2026 l’INPS indica la somma aggiuntiva con una voce dedicata, accompagnata dal riferimento al credito 2026. La comunicazione può essere consultata anche nell’area MyINPS; l’Istituto ha inoltre previsto una notifica tramite app IO e una email al contatto telematico certificato, se disponibile.

Per la rata di dicembre, il pensionato può controllare il cedolino non appena diventa disponibile. La somma è riconosciuta d’ufficio in via provvisoria sulla base delle informazioni presenti nelle banche dati dell’Istituto. L’INPS effettua successivamente verifiche sui redditi consuntivi: l’importo può quindi essere confermato, ricalcolato o recuperato se in seguito emerge che non spettava interamente.

La quattordicesima non costituisce reddito ai fini fiscali, previdenziali e assistenziali secondo la scheda INPS, con l’eccezione specifica indicata dall’Istituto per alcune maggiorazioni sociali. Non è inoltre soggetta a perequazione automatica.

Cosa fare se la quattordicesima non compare?

Se la somma non è presente nel cedolino di luglio, la prima cosa da fare è distinguere tra un pagamento previsto a dicembre e una possibile mancata attribuzione. Conviene controllare:

  1. la data di nascita e il momento in cui sono stati compiuti i 64 anni;
  2. il tipo di pensione, verificando che non si tratti soltanto di una prestazione assistenziale esclusa;
  3. gli anni di contribuzione riconosciuti;
  4. il reddito individuale considerato per la prestazione;
  5. il cedolino e le comunicazioni presenti in MyINPS.

L’INPS mette a disposizione la sezione “Bonus Quattordicesima” del Consulente digitale delle pensioni per una verifica guidata. Se il pensionato ritiene di possedere i requisiti ma non riceve la somma, può presentare una domanda di ricostituzione reddituale della quattordicesima tramite il servizio online dedicato, accedendo con l’identità digitale, oppure rivolgersi a un patronato.

La ricostituzione non è una richiesta per ottenere una quattordicesima aggiuntiva rispetto a quella spettante. Serve a chiedere all’INPS di riesaminare la posizione quando il beneficio non è stato attribuito o quando i dati reddituali e contributivi utilizzati non sembrano corretti.

Qual è la differenza tra quattordicesima e tredicesima?

La tredicesima è una mensilità aggiuntiva collegata alla pensione e viene normalmente corrisposta a dicembre. La quattordicesima è invece una somma aggiuntiva selettiva: spetta soltanto ai pensionati che rispettano età, tipo di trattamento, reddito e contribuzione. Per questo non bisogna aspettarsi la quattordicesima insieme alla rata di dicembre se si è già ricevuta la tredicesima: possono comparire nello stesso mese, ma hanno natura e requisiti diversi.

Nel 2026 la domanda “quando arriva la quattordicesima?” va quindi accompagnata da una seconda domanda: “appartengo alla platea di luglio o a quella di dicembre?”. La risposta corretta dipende dal momento in cui sono maturati i 64 anni o dalla decorrenza della pensione, oltre che dagli altri requisiti.

In breve

  • Rata di luglio 2026: per i pensionati che al 31 luglio 2026 hanno almeno 64 anni e rispettano i requisiti previsti.
  • Rata di dicembre 2026: per chi compie 64 anni dopo l’elaborazione della rata di luglio o diventa pensionato nel corso del 2026, se ha anche i requisiti contributivi e reddituali.
  • Importo: da 336 a 655 euro nelle fasce indicate dalla tabella INPS, con variazioni legate a contribuzione, pensione e proporzionalità.
  • Se manca: controllare cedolino e requisiti; poi usare il Consulente digitale o presentare una domanda di ricostituzione tramite INPS o patronato.

Fonti ufficiali

Le informazioni sono state verificate sulle seguenti fonti istituzionali:

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