Home
» Scopri
»
ISEE 2026: quali documenti servono e come prepararli senza errori
ISEE 2026: quali documenti servono e come prepararli senza errori
Chi prepara l’ISEE per la prima volta spesso incontra lo stesso problema: ha davanti una lista di documenti raccolti negli anni, ma non sa quali servano davvero per il 2026, a quale data debbano riferirsi e quali informazioni siano già disponibili nella DSU precompilata. La buona notizia è che il lavoro diventa molto più semplice se si separano fin dall’inizio tre gruppi: dati del nucleo familiare, redditi e patrimoni.
L’ISEE, cioè l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, misura la situazione economica di un nucleo familiare per l’accesso a prestazioni sociali agevolate. Per ottenerlo si presenta la DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica. Nel 2026, secondo il Portale unico ISEE dell’INPS, i redditi e i patrimoni ordinariamente considerati sono riferiti al secondo anno solare precedente: quindi, per una DSU presentata nel 2026, il riferimento generale è il 2024. Il nucleo familiare, invece, è quello esistente alla data di presentazione della DSU.
Primo passo: raccogliere i documenti personali del nucleo e verificare chi deve essere incluso nella DSU alla data di presentazione.
Prima di raccogliere i documenti: capire quale ISEE serve
Per molte famiglie è sufficiente l’ISEE ordinario, ma non tutti i casi seguono lo stesso percorso. Possono essere richiesti moduli aggiuntivi, per esempio per prestazioni universitarie, sociosanitarie, per minorenni con genitori non coniugati e non conviventi o per altre situazioni particolari. Per questo conviene partire dalla prestazione che si vuole richiedere e non da un elenco generico trovato online.
Nel marzo 2026 sono stati approvati nuovi modelli DSU. L’INPS ha comunicato che l’aggiornamento recepisce le modifiche della legge di bilancio 2026 e introduce l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, rilevante tra l’altro per Assegno di Inclusione, Supporto per la Formazione e il Lavoro, Assegno unico, bonus asilo nido e bonus nuovi nati. La fonte ufficiale è la comunicazione INPS del 6 marzo 2026 sui nuovi modelli della Dichiarazione Sostitutiva Unica. Il modello aggiornato e le istruzioni sono stati approvati con il decreto dipartimentale n. 3 del 2 marzo 2026 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, pubblicato nella relativa pagina ufficiale del decreto DSU 2026.
1. Documenti personali e composizione del nucleo familiare
La prima cartella da preparare riguarda le persone che fanno parte del nucleo ISEE. Non basta guardare chi vive materialmente nella stessa casa: in alcuni casi il nucleo ISEE può comprendere anche soggetti con residenza diversa, per esempio il coniuge, oppure un figlio maggiorenne non convivente che soddisfa determinate condizioni. Se ci sono dubbi sulla composizione, questo è il punto da chiarire prima di procedere.
In pratica, è utile avere per ogni componente:
codice fiscale;
documento di identità del dichiarante e, quando richiesto dall’intermediario, degli altri componenti;
dati anagrafici e residenza aggiornati;
eventuale documentazione relativa a separazione, affidamento, provvedimenti dell’autorità giudiziaria o altre situazioni che incidono sul nucleo;
eventuale certificazione di disabilità o non autosufficienza quando rilevante per la DSU.
Se si usa la DSU precompilata, il sistema può proporre informazioni già disponibili, ma il dichiarante resta responsabile dei dati autodichiarati e deve controllare che la composizione del nucleo sia corretta.
2. Casa di abitazione: cosa preparare
Per la casa in cui vive il nucleo occorre sapere se è di proprietà, in locazione o utilizzata con altro titolo. Se l’abitazione è in affitto, conviene avere a portata di mano il contratto registrato, gli estremi di registrazione, il codice fiscale dell’intestatario o degli intestatari e il canone annuale previsto dal contratto alla data della DSU.
Se la casa è di proprietà, i dati dell’immobile confluiscono invece nella parte patrimoniale. Un errore comune è confondere la casa di abitazione con tutti gli altri immobili: nella DSU la casa principale deve essere identificata correttamente perché il trattamento ISEE può essere diverso da quello di una seconda casa o di un terreno.
3. Redditi 2024: quali documenti tenere pronti
Per l’ISEE 2026 il riferimento ordinario dei redditi è l’anno d’imposta 2024. Nella DSU precompilata molte informazioni fiscali vengono acquisite direttamente dagli archivi dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, quindi non sempre bisogna trascrivere manualmente tutti i redditi. Tuttavia è prudente tenere disponibili i documenti che permettono di verificare quanto compare nella pratica.
Tra i documenti utili possono rientrare, secondo la situazione personale, la Certificazione Unica 2025 relativa ai redditi 2024, il modello 730/2025 o Redditi PF 2025, certificazioni di redditi esenti o soggetti a imposta sostitutiva quando devono essere dichiarati, documentazione relativa ad assegni periodici effettivamente corrisposti o percepiti e redditi prodotti all’estero non già acquisiti automaticamente.
Non bisogna però trasformare questa lista in un obbligo indiscriminato. La documentazione necessaria cambia in base alla situazione del nucleo e alla modalità di presentazione. Se un dato è già correttamente precompilato, il compito principale è verificarlo, non duplicarlo.
Secondo passo: controllare i dati economici del 2024 e tenere a portata di mano la documentazione utile per verificare redditi, saldi e giacenze.
4. Conti correnti e patrimonio mobiliare 2024
Il patrimonio mobiliare comprende conti correnti, depositi, strumenti finanziari e altri rapporti previsti dalla disciplina ISEE. Per una DSU 2026, il Portale unico ISEE dell’INPS indica come riferimento il patrimonio posseduto al 31 dicembre del secondo anno precedente, quindi il 31 dicembre 2024.
Per conti correnti e depositi è utile recuperare dall’intermediario finanziario la certificazione valida ai fini ISEE con almeno:
saldo al 31 dicembre 2024;
giacenza media annua 2024;
identificativo del rapporto;
codice fiscale dell’intermediario;
date di apertura o chiusura se il rapporto è iniziato o terminato nel corso dell’anno di riferimento.
Vanno considerati anche i rapporti detenuti all’estero quando rientrano nelle regole ISEE. Per investimenti, partecipazioni, polizze finanziarie e altri strumenti, può essere necessario il valore previsto dalla specifica categoria del rapporto. È quindi più sicuro chiedere alla banca, a Poste o all’intermediario una certificazione espressamente predisposta per ISEE anziché ricavare le cifre da estratti conto parziali.
Titoli di Stato, libretti e buoni postali: attenzione alla soglia di esclusione
Dal 2025 è operativa l’esclusione dal patrimonio mobiliare ISEE, fino a un valore complessivo massimo di 50.000 euro per nucleo familiare, di titoli di Stato e di determinati prodotti di risparmio postale previsti dalla norma. L’INPS ha inoltre implementato nella DSU precompilata la riduzione automatica dei valori rilevanti. Il chiarimento ufficiale è disponibile nella comunicazione INPS sulla riduzione automatica dei titoli di Stato nella DSU precompilata.
La soglia di 50.000 euro è complessiva per il nucleo, non per ciascun componente o per ciascun prodotto. È quindi importante non applicare più volte l’esclusione.
5. Immobili e mutui: i dati patrimoniali da recuperare
Se un componente possiede fabbricati, terreni agricoli, aree edificabili o immobili all’estero, bisogna raccogliere i dati necessari alla valorizzazione ISEE. Per una DSU 2026, il riferimento ordinario patrimoniale è il 31 dicembre 2024.
Terzo passo: separare i documenti patrimoniali relativi a immobili e altri beni per evitare di confondere dati della casa di abitazione con quelli delle altre proprietà.
Può essere utile avere:
dati catastali e quota di possesso;
valore ai fini IMU per gli immobili in Italia;
valore rilevante ai fini IVIE per immobili all’estero, quando applicabile;
capitale residuo del mutuo riferibile all’immobile alla data di riferimento;
documentazione relativa a diritti reali, quote di proprietà o immobili esteri.
Una novità specifica del 2026 riguarda gli immobili distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali: l’INPS ha chiarito che, per il 2026, tali immobili non rilevano nel calcolo dell’ISEE nei casi previsti dalla nuova disciplina. Se ci si trova in questa situazione, è opportuno conservare la documentazione ufficiale che dimostra la distruzione o l’inagibilità.
6. Veicoli e altri beni durevoli
La DSU richiede informazioni anche sui veicoli posseduti alla data di presentazione nei casi previsti dal modello: autoveicoli, motoveicoli di cilindrata rilevante, navi e imbarcazioni da diporto. Per prepararsi, è utile avere targa o estremi di registrazione dei mezzi intestati ai componenti del nucleo. Non serve invece stimarne il valore commerciale.
7. Casi particolari: quando servono documenti aggiuntivi
La DSU Mini non copre ogni situazione. È bene segnalare subito al CAF o verificare nel percorso online se il nucleo presenta una delle condizioni che richiedono moduli aggiuntivi. Tra gli esempi più comuni ci sono:
studente universitario e richiesta di ISEE Università;
minorenne con genitori non coniugati e non conviventi;
prestazioni sociosanitarie o residenziali;
presenza di persone con disabilità o non autosufficienza;
genitore non convivente che può incidere sul calcolo;
redditi o patrimoni esteri;
variazioni rilevanti che possono rendere opportuno l’ISEE corrente.
In questi casi possono servire sentenze o provvedimenti, certificazioni sanitarie, documenti universitari, dati economici del genitore non convivente o altri elementi specifici. È qui che una semplice checklist standard può non essere sufficiente.
8. Presentazione: CAF oppure Portale unico ISEE
La DSU può essere presentata tramite i canali previsti, tra cui CAF e servizi INPS. Chi usa il Portale unico ISEE può accedere alla modalità precompilata: una parte dei dati è proposta sulla base delle informazioni disponibili presso INPS e Agenzia delle Entrate, mentre altre informazioni devono essere autodichiarate o confermate.
Per la precompilata è necessario che i componenti maggiorenni del nucleo autorizzino l’accesso ai propri dati secondo le modalità previste dal servizio. L’accesso personale ai servizi INPS avviene con credenziali ammesse, come SPID, CIE o CNS. Prima dell’invio finale bisogna leggere ogni sezione: “precompilato” non significa “automaticamente corretto”.
Gli errori più frequenti da evitare
Il primo errore è usare l’anno sbagliato: per l’ISEE 2026 il riferimento ordinario per redditi e patrimoni è il 2024, mentre la composizione del nucleo è quella alla data della DSU. Il secondo è dimenticare un conto chiuso durante l’anno di riferimento o un rapporto finanziario estero. Il terzo è inserire valori patrimoniali senza distinguere saldo, giacenza media e valore di strumenti diversi.
Un altro errore frequente è pensare che lo stato di famiglia coincida sempre con il nucleo ISEE. Non è così in tutte le situazioni. Anche la presenza di coniugi con residenze diverse, figli maggiorenni non conviventi o genitori non conviventi può modificare il nucleo da dichiarare.
Infine, non bisogna dare per scontato che una vecchia lista di documenti sia aggiornata al 2026. I nuovi modelli DSU sono stati approvati il 2 marzo 2026 e l’INPS ha aggiornato le attestazioni relative alle dichiarazioni presentate dal 1° gennaio 2026. Per le prestazioni familiari e di inclusione può quindi comparire anche il nuovo indicatore specifico previsto dalla riforma.
Ultimo passo: verificare la checklist per ogni componente del nucleo prima dell’invio e conservare i documenti che giustificano i dati dichiarati.
Checklist finale per controllare di essere pronti
Prima di presentare la DSU, si può fare un controllo rapido seguendo questo ordine:
Ho identificato correttamente tutti i componenti del nucleo ISEE alla data di presentazione?
Ho i codici fiscali e i documenti personali necessari?
Se sono in affitto, ho contratto, registrazione e canone annuale aggiornato?
Ho verificato i redditi 2024 e i dati fiscali che compaiono nella precompilata?
Ho saldo e giacenza media 2024 di tutti i conti e depositi rilevanti?
Ho verificato investimenti, patrimoni esteri e altri rapporti finanziari?
Ho i dati degli immobili posseduti al 31 dicembre 2024 e l’eventuale mutuo residuo?
Ho gli estremi dei veicoli e degli altri beni richiesti dal modello?
Ci sono situazioni particolari che richiedono una DSU estesa o documentazione aggiuntiva?
Dopo il rilascio, ho controllato l’attestazione ISEE per eventuali omissioni o difformità?
Se tutte queste risposte sono chiare, la pratica è in genere ben impostata. Se invece emerge un dubbio sul nucleo, su un rapporto finanziario o su un caso familiare particolare, conviene risolverlo prima dell’invio: correggere la DSU dopo il rilascio è possibile nei casi previsti, ma partire da dati coerenti riduce tempi e contestazioni.