Bonus nido 2026: come presentare la domanda INPS passo dopo passo
Bonus nido 2026: requisiti, importi, documenti e procedura INPS per presentare la domanda, scegliere le mensilità e caricare le ricevute.
Aggiornato al 20 settembre 2026. Presentare la domanda per il Bonus nido è più semplice rispetto agli anni passati, ma ci sono alcuni passaggi che continuano a creare dubbi: chi deve inviarla, quale ISEE conta, quando caricare le ricevute e se bisogna rifare tutto ogni anno. Dal 2026 la novità più importante è che la domanda ha validità pluriennale: resta valida fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni. Negli anni successivi, però, bisogna rientrare nella pratica e indicare le mensilità per cui si chiede il contributo. L’INPS ha aperto il servizio 2026 il 31 marzo 2026.
La fonte da usare come riferimento operativo è la scheda ufficiale INPS del Bonus asilo nido e supporto domiciliare. Le regole 2026 sono dettagliate anche nella circolare INPS n. 29 del 27 marzo 2026.
Il contributo riguarda i genitori di bambini di età inferiore a tre anni che frequentano servizi educativi per l’infanzia ammessi dalla normativa, pubblici o privati con regolare titolo abilitativo. Rientrano, tra gli altri, nidi e micronidi, sezioni primavera, spazi gioco e servizi educativi in contesto domiciliare. Esiste inoltre una misura distinta per i bambini sotto i tre anni che non possono frequentare il nido a causa di gravi patologie croniche certificate.
Un punto spesso frainteso riguarda il richiedente: per il contributo destinato alle rette del nido, la domanda deve essere presentata dal genitore che sostiene effettivamente il costo della retta. Se ci sono più figli, non basta una sola pratica: serve una domanda per ciascun bambino. Azione utile: prima di accedere, controlla quindi chi risulta pagatore nelle fatture o nelle ricevute e prepara una pratica separata per ogni figlio.
L’importo dipende dalla data di nascita del bambino e dall’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione riferito al minore, neutralizzato degli importi dell’Assegno unico e universale secondo le regole INPS. Il rimborso del nido non può comunque superare la spesa effettivamente sostenuta e può essere riconosciuto per un massimo di undici mensilità nell’anno solare.
| Situazione | Importo massimo annuo 2026 |
|---|---|
| Bambini nati dal 1° gennaio 2024, ISEE fino a 40.000 euro | 3.600 euro |
| Bambini nati dal 1° gennaio 2024, ISEE oltre 40.000 euro o assente/non valido | 1.500 euro |
| Bambini nati prima del 1° gennaio 2024, ISEE fino a 25.000,99 euro | 3.000 euro |
| Bambini nati prima del 1° gennaio 2024, ISEE da 25.001 a 40.000 euro | 2.500 euro |
| Bambini nati prima del 1° gennaio 2024, ISEE oltre 40.000 euro o assente/non valido | 1.500 euro |
Equivoco da evitare: non è vero che senza ISEE non si possa presentare la domanda. In assenza di un ISEE valido, l’INPS eroga la misura minima prevista, se gli altri requisiti sono rispettati. Se vuoi ottenere l’importo parametrato alla fascia economica corretta, conviene però verificare per tempo che l’ISEE applicabile sia valido e privo di omissioni o difformità.
La domanda può essere inviata dal portale INPS oppure tramite un istituto di patronato. Per l’accesso online l’INPS indica l’identità digitale, come SPID di livello 2 o superiore, CIE 3.0 o CNS. Prima di iniziare, tieni disponibili i dati del bambino, quelli del nido, l’eventuale titolo abilitativo richiesto per una struttura privata e un IBAN utilizzabile per l’accredito. Dal 2026 il sistema di pagamento è integrato con il Sistema Unico Gestione IBAN: quando presenti una nuova domanda puoi selezionare un IBAN già registrato presso l’INPS o inserirne uno nuovo.

Azione utile: se userai un conto estero in area SEPA, controlla la documentazione aggiuntiva richiesta dall’INPS, perché può essere necessario il modulo di identificazione finanziaria previsto dalla circolare.
Nel portale cerca “Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione” e apri il servizio dedicato. Per il normale rimborso delle rette devi selezionare il contributo asilo nido; la misura di supporto presso l’abitazione è invece riservata ai casi di grave patologia cronica che impedisce la frequenza del nido e richiede certificazione medica.


Equivoco da evitare: le due prestazioni non sono intercambiabili. Chi ha ottenuto il contributo asilo nido per almeno una mensilità in un determinato anno non può chiedere, per lo stesso anno, il contributo per supporto presso l’abitazione. Azione utile: seleziona la prestazione in base alla situazione reale del bambino prima di confermare la pratica.
Per il contributo asilo nido dovrai indicare i dati richiesti del bambino e della struttura. Per gli asili privati la circolare 2026 prevede, tra le informazioni utili alla domanda, denominazione, codice fiscale o partita IVA, riferimenti del titolo abilitativo, data di decorrenza della sua validità e indirizzo della struttura frequentata. Devi inoltre indicare le mensilità per le quali intendi richiedere il contributo, fino a un massimo di undici.

Dal 2026 la pratica non deve essere rifatta da zero ogni anno: la domanda resta valida fino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni. Negli anni solari successivi, però, devi accedere alla domanda già registrata e indicare le nuove mensilità. Azione utile: segna un promemoria all’apertura del servizio annuale, perché la validità pluriennale non significa che le mensilità dell’anno successivo vengano prenotate automaticamente.
Dopo il riepilogo, invia la pratica e conserva gli estremi della domanda. Per ottenere il pagamento di ciascuna mensilità è necessario allegare la documentazione di spesa prevista: fattura oppure, quando non c’è obbligo di fatturazione, ricevuta o avviso di pagamento, insieme al giustificativo del pagamento effettuato con modalità tracciabili. L’INPS specifica che la documentazione va caricata tramite la procedura web del Bonus nido, usando la funzione dedicata agli allegati, oppure tramite l’app INPS Mobile nel servizio “Bonus nido”.
Per le mensilità 2026, la documentazione completa deve essere trasmessa entro il 30 aprile 2027. È possibile anche modificare le mensilità originariamente richieste attraverso le funzioni di gestione della domanda. Il rimborso non può superare la spesa effettivamente sostenuta dal richiedente.
Azione utile: non aspettare l’ultimo giorno. Carica la documentazione mese per mese e verifica che ogni file consenta di identificare struttura, bambino, periodo di riferimento e pagamento.
Secondo la circolare 2026, rientrano la retta mensile, l’eventuale quota dei pasti riferita alla mensilità selezionata, l’imposta di bollo e, nei casi previsti, l’IVA agevolata. Non rientrano invece le somme per iscrizione, pre-scuola e post-scuola e l’IVA ordinaria. Anche i servizi ricreativi o altre attività che non rientrano nei servizi educativi ammessi restano fuori dal contributo.
Equivoco da evitare: il massimale annuale non è una somma automatica che viene versata per intero. Il contributo è un rimborso nei limiti della retta e delle spese ammesse. Azione utile: prima di allegare un documento, separa le voci ammissibili da eventuali costi accessori non rimborsabili.
No, non dal 2026. Questa è una delle semplificazioni più rilevanti. La domanda presentata dal genitore produce effetti per l’intero periodo utile, fino ad agosto dell’anno in cui il minore compie tre anni, purché restino presenti i requisiti. Tuttavia, ogni anno va aggiornata la pratica: per il nido si scelgono le mensilità da coprire; per il supporto domiciliare va aggiornata la certificazione prevista.
L’INPS ha spiegato questa modifica nell’avviso del 31 marzo 2026 sull’apertura del servizio. Azione utile: conserva l’accesso alla pratica esistente invece di crearne una nuova senza necessità.
Dal 1° luglio 2026 comuni ed enti locali sono chiamati a trasmettere direttamente all’INPS i dati identificativi delle strutture educative autorizzate. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di lavorazione e velocizzare i pagamenti. La novità è descritta dall’INPS nella comunicazione del 10 luglio 2026. Per il genitore, però, resta prudente compilare con precisione i dati della struttura richiesti dalla procedura finché il servizio non li recupera o valida automaticamente.
L’11 settembre 2026 l’INPS ha inoltre annunciato che sarà presto disponibile nel Portale della famiglia una mappa geolocalizzata delle strutture convenzionate. Alla data di aggiornamento di questa guida non è corretto dare per certo che la funzione sia già operativa, perché la stessa comunicazione la presenta come prossima disponibilità. Puoi verificare gli sviluppi nella notizia INPS dell’11 settembre 2026.
Se la procedura online non è adatta alla tua situazione, la domanda può essere presentata anche tramite patronato. Per casi particolari — affidamento, titolo di soggiorno, conto estero, cambio del richiedente o supporto domiciliare — è preferibile verificare le istruzioni aggiornate nella scheda e nella circolare INPS prima di inviare dati o allegati.
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