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Asta dei titoli di Stato italiani del 27 ottobre 2026: importi e scadenze
Asta dei titoli di Stato italiani del 27 ottobre 2026: importi e scadenze
Il MEF ha annunciato il 22 ottobre un’asta di titoli di Stato italiani per martedì 27 ottobre 2026: saranno offerte una tranche di BTP Short Term e due tranche di BTP€i, per un importo complessivo compreso tra 2,5 e 3,5 miliardi di euro. Per il pubblico la prenotazione va fatta entro lunedì 26 ottobre tramite un intermediario; le domande d’asta degli operatori chiudono il giorno seguente alle 11:00 in Italia, CET (UTC+01:00), cioè alle 10:00 UTC. Il regolamento è fissato al 29 ottobre.
Un risparmiatore confronta documenti finanziari prima di valutare un titolo di Stato.
L’avviso ufficiale è stato pubblicato il 22 ottobre. Alla verifica del 23 ottobre, nell’elenco della Banca d’Italia non risultava un avviso successivo riferito a questa asta; i risultati non sono ancora disponibili perché il collocamento è futuro. Prima di inviare una prenotazione, conviene ricontrollare la pagina degli annunci ufficiali, che resta il riferimento in caso di eventuali rettifiche.
Quali titoli saranno offerti il 27 ottobre?
Titolo
Scadenza e cedola annua
Intervallo offerto
BTP Short Term, quinta tranche ISIN IT0005729733
30 ottobre 2028 3,00%
1.500–2.000 milioni di euro
BTP€i, trentaduesima tranche ISIN IT0005138828
15 settembre 2032 1,25% reale
500–750 milioni di euro
BTP€i, ventisettesima tranche ISIN IT0003745541
15 settembre 2035 2,35% reale
500–750 milioni di euro
Il taglio minimo indicato per ciascun titolo è di 1.000 euro nominali. Le fasce sono importi complessivi che il Tesoro può collocare: non garantiscono che ogni singolo investitore ottenga esattamente il quantitativo richiesto. L’avviso completo del MEF, disponibile anche nell’archivio degli annunci della Banca d’Italia, riporta caratteristiche e calendario dell’operazione.
Come si distinguono prenotazione, asta e regolamento?
Sono tre passaggi con scadenze diverse, da non confondere:
Prenotazione del pubblico: entro il 26 ottobre 2026. Chi vuole partecipare tramite il mercato primario comunica alla propria banca o al proprio intermediario il titolo e l’importo nominale desiderato. L’avviso indica la data, ma non un orario operativo unico per tutti gli intermediari: chiedi alla tua banca il proprio termine di accettazione, senza aspettare l’ultimo momento.
Chiusura delle domande d’asta: 27 ottobre 2026 alle 11:00 in Italia (CET, UTC+01:00), equivalenti alle 10:00 UTC. A presentare le offerte alla Banca d’Italia sono gli operatori ammessi, che possono agire anche per conto dei clienti. Un risparmiatore non inserisce direttamente una propria offerta nell’asta.
Regolamento: 29 ottobre 2026. È la data contabile in cui si pagano e si ricevono i titoli assegnati attraverso l’intermediario. Non è la scadenza dei BTP: i rimborsi dei tre strumenti sono fissati rispettivamente al 2028, 2032 e 2035.
La Banca d’Italia spiega che le aste di BTP e BTP indicizzati all’inflazione adottano il meccanismo marginale: le richieste sono valutate in base ai prezzi offerti e il prezzo uniforme di aggiudicazione corrisponde al minimo accolto. Perciò la cedola annunciata non basta a conoscere il rendimento dell’acquisto: prima dell’asta non è ancora noto il prezzo finale, che incide sul rendimento effettivo. Puoi consultare le spiegazioni della Banca d’Italia sulle aste e sui titoli di Stato.
Quali differenze contano nella scelta tra Short Term e BTP€i?
Il BTP Short Term del 2028 ha una cedola nominale fissa del 3,00% annuo, pagata secondo il piano cedolare del titolo. La scadenza più vicina limita il periodo durante il quale il capitale resta esposto alle variazioni di prezzo sul mercato, ma il titolo non è privo di rischio: se lo si vende prima del rimborso, il prezzo può essere inferiore a quello pagato.
I due BTP€i hanno scadenze più lontane e cedole reali, rispettivamente dell’1,25% e del 2,35%. A differenza di una cedola nominale fissa, nei BTP€i il capitale è indicizzato all’inflazione dell’area euro e la cedola si calcola sul capitale rivalutato. Questo collegamento può aiutare a seguire l’andamento dei prezzi, ma non rende certo il rendimento finale: contano il prezzo pagato, l’inflazione effettiva e il momento in cui si vende o si arriva a scadenza. A parità di altre condizioni, l’obbligazione con scadenza 2035 mantiene l’esposizione al mercato più a lungo di quella del 2032. Per confrontare i titoli, quindi, non mettere a confronto le percentuali di cedola come se fossero rendimenti equivalenti.
La sottoscrizione in asta e l’acquisto sul mercato secondario sono inoltre operazioni diverse: sul mercato secondario il prezzo dipende dalle quotazioni del momento e dalle condizioni applicate dall’intermediario. La comunicazione del MEF del 22 ottobre permette di verificare i dati ufficiali di ciascuna tranche prima di decidere.
Dove consultare i risultati ufficiali?
Alla data del 23 ottobre 2026 l’asta del 27 ottobre non si è ancora svolta, quindi non è corretto attribuirle un prezzo, un rendimento o un importo collocato. Dopo l’operazione, la Banca d’Italia pubblica i risultati tramite comunicati e tavole di riepilogo. Nella pagina ufficiale dei risultati delle aste controlla il titolo e l’ISIN, l’importo assegnato, il prezzo e il rendimento di aggiudicazione. Il confronto fra questi valori e la cedola aiuta a leggere il risultato senza confondere il tasso cedolare con il rendimento d’asta.
In breve: prenota tramite un intermediario entro il 26 ottobre, considera come chiusura delle offerte le 11:00 CET del 27 ottobre (10:00 UTC) e tieni presente che il regolamento è il 29 ottobre. Prima di procedere, verifica che il titolo, la scadenza e il prezzo siano coerenti con il tuo orizzonte: le cedole e gli importi annunciati descrivono l’emissione, non un rendimento garantito.