Assegno unico e disabilità: quali maggiorazioni spettano nel 2026?

Aggiornato al 20 settembre 2026. Per un figlio con disabilità, l’Assegno unico e universale (AUU) segue regole più favorevoli rispetto a quelle ordinarie: il diritto può proseguire senza limiti di età e, fino ai 21 anni, si aggiunge una maggiorazione specifica legata al grado di disabilità. Nel 2026 gli importi e le soglie ISEE sono stati rivalutati dell’1,4%.

Una madre e un ragazzo con disabilità consultano documenti e una calcolatrice al tavolo di casa per verificare l'importo dell'Assegno unico
Per capire l’importo dell’Assegno unico con disabilità bisogna distinguere quota base, età del figlio, grado di disabilità e ISEE valido.

Qual è la regola principale per un figlio con disabilità?

La prima risposta da conoscere è questa: per i figli con disabilità a carico, l’Assegno unico spetta senza il limite dei 21 anni. È una differenza sostanziale rispetto ai figli maggiorenni senza disabilità, per i quali il beneficio ordinario è riconosciuto fino ai 21 anni solo se ricorrono determinate condizioni di studio, formazione, lavoro, disoccupazione o servizio civile.

La pagina ufficiale dell’INPS dedicata all’AUU conferma sia il diritto senza limiti di età per i figli con disabilità, sia la dipendenza dell’importo dall’ISEE e dalle caratteristiche del nucleo. La fonte da consultare è la scheda ufficiale INPS sull’Assegno unico e universale.

Quanto vale la quota base nel 2026?

Nel 2026, per i figli con disabilità, la quota base è quella prevista per i figli minorenni e varia in funzione dell’ISEE. Gli estremi indicati dall’INPS sono:

  • 203,80 euro al mese con ISEE fino a 17.468,51 euro;
  • un importo progressivamente più basso nelle fasce ISEE intermedie;
  • 58,30 euro al mese in assenza di ISEE valido oppure con ISEE pari o superiore a 46.582,71 euro.

Questa quota base si applica ai figli con disabilità minorenni e maggiorenni senza limiti di età. La tabella completa, fascia per fascia, è contenuta nell’Allegato 1 alla circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026.

Quali maggiorazioni spettano fino a 21 anni?

Per ciascun figlio con disabilità di età inferiore a 21 anni si aggiunge alla quota base una maggiorazione mensile distinta in base al grado di disabilità. Per il 2026 gli importi ufficiali sono i seguenti:

Condizione del figlio con disabilità sotto i 21 anniMaggiorazione mensile 2026
Non autosufficienza122,30 euro
Disabilità grave110,60 euro
Disabilità media99,10 euro

Queste maggiorazioni non si riducono in base all’ISEE: è invece la quota base dell’AUU a variare con l’indicatore economico. Perciò, per stimare il totale mensile, bisogna sommare la quota base spettante nella propria fascia ISEE alla maggiorazione prevista per il grado di disabilità.

Un esempio pratico aiuta a capire?

Sì. Supponiamo che un nucleo abbia un figlio di 15 anni con disabilità grave e un ISEE fino a 17.468,51 euro. La quota base 2026 è 203,80 euro e la maggiorazione per disabilità grave è 110,60 euro. Il totale riferito a quel figlio, prima di considerare eventuali altre maggiorazioni familiari, è quindi 314,40 euro al mese.

Se lo stesso figlio fosse non autosufficiente, la maggiorazione salirebbe a 122,30 euro e il totale diventerebbe 326,10 euro. Si tratta di esempi aritmetici basati sugli importi ufficiali: il pagamento effettivo dipende dai dati presenti nella domanda, dall’ISEE e dalle altre condizioni del nucleo.

Cosa cambia dopo il compimento dei 21 anni?

Qui nasce uno dei dubbi più frequenti. Dopo i 21 anni, il figlio con disabilità continua a poter ricevere l’Assegno unico senza limiti di età, ma non spetta più la maggiorazione specifica per grado di disabilità prevista per i figli sotto i 21 anni. Resta invece la quota base per figlio con disabilità, determinata in base all’ISEE e compresa nel 2026 tra 203,80 e 58,30 euro mensili.

È quindi importante non confondere due regole diverse: il diritto all’AUU per il figlio con disabilità può continuare oltre i 21 anni; la maggiorazione di 122,30, 110,60 o 99,10 euro è invece collegata all’età inferiore a 21 anni.

La vecchia maggiorazione di 120 euro per i nuclei con disabili vale ancora nel 2026?

No, non va considerata come una maggiorazione corrente del 2026. L’incremento fisso di 120 euro riguardava una maggiorazione transitoria collegata al passaggio dai vecchi assegni al nucleo familiare all’AUU, in presenza di specifici requisiti. La disciplina INPS ne aveva confermato l’applicazione per il 2023 e il 2024. Non compare tra le maggiorazioni ordinarie 2026 della tabella vigente.

Questo punto è utile perché online possono ancora circolare schede o articoli riferiti agli anni precedenti. Per il calcolo attuale conviene partire sempre dalla tabella 2026 e non sommare automaticamente i 120 euro a un importo corrente.

L’ISEE è obbligatorio per ricevere l’Assegno unico?

No. L’AUU è universale e può essere pagato anche senza ISEE, ma in tal caso viene riconosciuto l’importo minimo previsto. Per il 2026, l’INPS indica la soglia massima di 46.582,71 euro: oltre questa soglia, o in assenza di ISEE valido, la quota base per il figlio con disabilità è 58,30 euro mensili.

Dal 2026 l’INPS applica inoltre il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione. Per l’AUU, tale indicatore viene utilizzato per il calcolo da marzo 2026. La comunicazione ufficiale sugli importi rivalutati e sulle regole operative è disponibile nella pagina Assegno unico 2026: presentazione domanda e aggiornamento importi.

Bisogna presentare una nuova domanda nel 2026?

In generale no, se una domanda presentata negli anni precedenti risulta ancora in stato “accolta”. L’INPS ha confermato la continuità automatica della prestazione per il 2026, salvo i casi in cui la domanda sia decaduta, revocata o respinta.

Resta però essenziale aggiornare le informazioni che incidono sul diritto o sull’importo. In particolare, bisogna verificare che la condizione di disabilità risulti correttamente acquisita e che l’ISEE sia valido. Se cambia una situazione familiare rilevante, non è prudente dare per scontato che il sistema la recepisca senza alcun intervento.

Le maggiorazioni per disabilità si sommano ad altre maggiorazioni?

Possono coesistere con altre componenti dell’AUU quando il nucleo possiede anche i relativi requisiti. Tra le voci previste dalla disciplina generale ci sono, per esempio, maggiorazioni per figli successivi al secondo, madre con meno di 21 anni, genitori titolari di reddito da lavoro e nuclei numerosi. Ogni voce ha però condizioni proprie e alcune dipendono dall’ISEE.

Per questo non è corretto prendere la sola maggiorazione per disabilità e moltiplicarla o combinarla automaticamente con tutte le altre voci. Il calcolo va fatto sul nucleo concreto.

Come verificare l’importo senza rischiare un calcolo incompleto?

Il metodo più sicuro è procedere in questo ordine:

  1. controllare l’età del figlio e verificare se è sotto o sopra i 21 anni;
  2. individuare il grado di disabilità rilevante ai fini dell’AUU;
  3. prendere la quota base dalla fascia ISEE 2026;
  4. se il figlio ha meno di 21 anni, aggiungere 122,30, 110,60 o 99,10 euro in base alla condizione;
  5. verificare eventuali ulteriori maggiorazioni del nucleo;
  6. confrontare il risultato con il simulatore o con il dettaglio della prestazione INPS.

L’INPS mette a disposizione un simulatore ufficiale dell’importo dell’Assegno unico. Il risultato è indicativo, perché il calcolo effettivo deriva dai dati verificati dall’Istituto, ma è utile per controllare se l’ordine di grandezza della somma attesa è coerente.

Cosa controllare se l’importo ricevuto sembra troppo basso?

Prima di contestare il pagamento, conviene verificare tre elementi: presenza di un ISEE valido, corretta registrazione della disabilità e fascia d’età del figlio. Un importo vicino al minimo può essere perfettamente coerente se manca l’ISEE o se l’ISEE supera la soglia massima. Un figlio con disabilità che ha già compiuto 21 anni, invece, conserva il diritto alla quota base ma non alla maggiorazione specifica per grado di disabilità prevista sotto i 21 anni.

Se i dati risultano corretti ma il pagamento non coincide con quanto atteso, il riferimento da usare è il fascicolo e il dettaglio della domanda INPS, oppure l’assistenza dell’Istituto o di un patronato. La simulazione, da sola, non sostituisce l’istruttoria.

In sintesi: quanto spetta nel 2026?

Per un figlio con disabilità, la quota base 2026 va da 203,80 a 58,30 euro al mese in funzione dell’ISEE e continua senza limiti di età. Se il figlio ha meno di 21 anni si aggiunge una maggiorazione fissa di 122,30 euro per non autosufficienza, 110,60 euro per disabilità grave oppure 99,10 euro per disabilità media. Dopo i 21 anni resta la quota base, ma non la maggiorazione specifica legata al grado di disabilità. Per conoscere il totale reale occorre infine considerare le altre eventuali maggiorazioni del nucleo e utilizzare dati ISEE aggiornati.

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