Assegno unico 2026: come presentare la domanda INPS passo dopo passo

Aggiornato al 24 settembre 2026. Presentare la domanda per l’Assegno unico e universale (AUU) è più semplice se si chiariscono subito due punti. Primo: chi ha già una domanda INPS in stato “accolta” e risiede in Italia, di norma non deve inoltrarne una nuova ogni anno; l’erogazione prosegue d’ufficio, salvo domande decadute, revocate o respinte. Secondo: l’ISEE non è obbligatorio per chiedere l’assegno, ma serve per calcolare l’importo in base alla situazione economica della famiglia. Senza un ISEE valido viene riconosciuto l’importo minimo previsto.

Questa guida segue il percorso di chi presenta una nuova domanda: cosa verificare prima, quali dati preparare, come accedere al servizio, come compilare le sezioni principali e quali controlli fare dopo l’invio. Le indicazioni sono basate sulle informazioni INPS disponibili nel 2026 e sulla scheda servizio aggiornata il 10 settembre 2026.

Prima di iniziare: devi davvero presentare una nuova domanda?

La prima verifica evita di creare pratiche inutili. Nel 2026 l’INPS ha confermato che le domande già accolte continuano automaticamente per i residenti in Italia. Se la tua pratica precedente risulta ancora attiva, quindi, non devi ripartire da zero: devi piuttosto comunicare eventuali variazioni, per esempio la nascita di un altro figlio, e rinnovare l’ISEE per ricevere l’importo corretto.

Una nuova domanda è invece necessaria, in particolare, se non l’hai mai presentata oppure se la precedente è decaduta, revocata o respinta e oggi possiedi i requisiti. Esistono inoltre regole specifiche per i lavoratori non residenti in Italia: nel 2026 la disciplina è stata aggiornata e la domanda va presentata con riferimento al periodo di attività lavorativa svolta in Italia, con rinnovo annuale a decorrere dal 1° marzo.

Per verificare la situazione corrente e accedere alla procedura, usa la scheda ufficiale INPS dell’Assegno unico e universale.

Chi può chiedere l’Assegno unico?

L’Assegno unico riguarda le famiglie con figli a carico. Spetta per ogni figlio minorenne; per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza. Può spettare anche per i figli maggiorenni fino a 21 anni quando ricorrono le condizioni previste, per esempio frequenza di un corso di studio o formazione, tirocinio o attività lavorativa, ricerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego oppure servizio civile universale. Per i figli con disabilità a carico non è previsto un limite di età.

Il richiedente deve inoltre rispettare i requisiti previsti dalla normativa in materia di cittadinanza o titolo di soggiorno, imposizione fiscale e residenza o attività lavorativa in Italia. Dal 2026 sono state introdotte novità anche per alcuni figli residenti in altri Stati dell’Unione europea e per lavoratori europei non residenti: se il tuo caso rientra in questa situazione, consulta le istruzioni INPS pubblicate il 3 settembre 2026 prima di compilare la pratica.

Cosa preparare prima della domanda

Non serve arrivare al portale con una cartella piena di certificati, ma conviene avere a portata di mano i dati che dovrai dichiarare. La domanda si basa in larga parte su informazioni autocertificate, quindi è importante trascriverle con precisione.

  • Identità digitale: SPID di livello 2 o superiore, Carta di identità elettronica (CIE) oppure Carta Nazionale dei Servizi (CNS) per l’accesso dal portale web.
  • Dati anagrafici e codici fiscali: del richiedente e dei figli per i quali chiedi la prestazione.
  • Informazioni sul nucleo e sulla situazione dei figli: età, eventuale maggiore età e condizione che consente di mantenere il diritto fino a 21 anni, eventuale disabilità e altre circostanze rilevanti per le maggiorazioni.
  • Modalità di pagamento: se scegli l’accredito, prepara un IBAN riferito a uno strumento di pagamento ammesso dall’INPS.
  • ISEE, se disponibile: non è necessario allegarlo materialmente alla domanda, ma deve risultare validamente attestato per consentire il calcolo dell’importo collegato alla situazione economica.
Persona davanti a un portatile con una schermata sull’Assegno unico, accanto a una lista con documento di identità, codice fiscale, dati dei figli e IBAN
Prima dell’accesso conviene riunire identità digitale, codici fiscali, informazioni sui figli e dati per il pagamento, così da evitare interruzioni durante la compilazione.

ISEE e DSU: cosa significano e perché contano

L’ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è il valore usato per misurare la condizione economica del nucleo familiare ai fini di molte prestazioni sociali. La DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica, è la dichiarazione da cui l’ISEE viene calcolato. Puoi presentare la DSU tramite un CAF oppure attraverso il Portale unico ISEE dell’INPS, anche in modalità precompilata.

Nel 2026 l’INPS applica il nuovo ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione al calcolo dell’AUU a partire dalla mensilità di marzo. Se non c’è un ISEE valido, l’assegno può comunque essere richiesto, ma l’INPS corrisponde l’importo minimo. Per il 2026, la soglia massima ISEE indicata dall’INPS per la quota variabile è 46.582,71 euro; oltre questa soglia, o in assenza di ISEE, si applica la misura minima.

Per chi presenta la DSU entro il 30 giugno dell’anno di riferimento, l’INPS riconosce gli eventuali conguagli legati all’ISEE con decorrenza dall’inizio dell’annualità utile. Per il 2026, l’INPS ha ricordato che la DSU presentata entro il 30 giugno consentiva di recuperare gli arretrati da marzo. Poiché quella data è ormai trascorsa, chi presenta la domanda o aggiorna l’ISEE dopo il 30 giugno deve fare riferimento alle regole applicabili dal momento della presentazione.

Come presentare la domanda online, passo dopo passo

1. Accedi al servizio INPS dedicato

Apri la scheda “Assegno unico e universale per i figli a carico” sul sito INPS e seleziona il pulsante per utilizzare il servizio. L’accesso online richiede un’identità digitale. L’INPS indica SPID di livello 2 o superiore, CIE 3.0 o CNS tra le modalità disponibili sul portale.

In alternativa al sito puoi usare la funzione dedicata nell’app INPS Mobile. Se non vuoi gestire la procedura online in autonomia, puoi rivolgerti a un patronato oppure usare il Contact Center INPS: 803 164 da rete fissa e 06 164 164 da rete mobile, con il costo previsto dal tuo operatore.

Schermata illustrativa di accesso al servizio con le tre opzioni SPID, CIE e CNS visualizzate su un portatile
Per la procedura web l’accesso avviene con identità digitale: prepara in anticipo SPID, CIE o CNS e verifica che le credenziali funzionino.

2. Avvia una nuova domanda solo se necessario

Dopo l’accesso controlla se esiste già una domanda e quale stato presenta. Se una pratica è “accolta” e rientri nel meccanismo di continuità previsto per i residenti in Italia, non serve duplicarla. Se invece devi iniziare una nuova richiesta, seleziona la funzione prevista dal servizio e prosegui con l’inserimento dei dati.

Questo controllo è particolarmente importante per chi ha già ricevuto l’AUU negli anni precedenti: nel 2026 l’INPS ha ribadito che non è richiesta una nuova domanda per le pratiche accolte. La conferma è riportata anche nella comunicazione INPS del 2 febbraio 2026.

3. Inserisci correttamente i dati del richiedente e dei figli

Compila i dati richiesti con particolare attenzione ai codici fiscali e alla condizione di ciascun figlio. Per un figlio maggiorenne fino a 21 anni, la semplice età non basta: deve ricorrere una delle condizioni previste dalla misura. Se la domanda riguarda un figlio con disabilità, verifica che l’informazione sia correttamente acquisita nella pratica perché può incidere sia sul diritto sia sull’importo.

La domanda può essere presentata da uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale anche se non convivente con il figlio, dal genitore affidatario, da chi esercita la rappresentanza legale nei casi previsti e, una volta maggiorenne, anche direttamente dal figlio per la propria quota.

4. Scegli come ricevere il pagamento

L’INPS può pagare l’Assegno unico al richiedente oppure, su richiesta, ripartirlo in pari misura tra chi esercita la responsabilità genitoriale. Le modalità indicate dalla scheda ufficiale comprendono accredito su conto corrente bancario o postale, libretto di risparmio con IBAN, carta con IBAN e bonifico domiciliato presso lo sportello postale.

Se scegli l’accredito, controlla con molta attenzione l’IBAN. Un dato errato o non verificabile può bloccare o ritardare il pagamento. L’INPS ha anche esteso nel 2026 una videoguida personalizzata ai casi di domanda bloccata per problemi legati alla verifica dell’IBAN: è un buon promemoria del fatto che questa informazione va controllata prima dell’invio.

Persona che compila su un portatile le sezioni della domanda dedicate a richiedente, figli e pagamento con IBAN
Durante la compilazione verifica una sezione alla volta: dati del richiedente, informazioni sui figli e modalità di pagamento sono tra i punti che meritano il controllo più accurato.

5. Rileggi le dichiarazioni e invia

Prima di confermare la domanda confronta i dati inseriti con i documenti che hai davanti. Verifica almeno codici fiscali, composizione della richiesta, condizioni dei figli maggiorenni, eventuali situazioni di disabilità, scelta della ripartizione tra genitori e coordinate di pagamento.

Dopo l’invio, conserva la ricevuta o gli estremi della pratica e torna periodicamente nel servizio per controllare lo stato. Se l’INPS richiede un’integrazione o segnala una pratica “In evidenza al cittadino”, non limitarti ad aspettare: apri il dettaglio della domanda e verifica quale informazione deve essere corretta o completata.

Portatile con una schermata di conferma Domanda inviata e una sequenza di stati della pratica da inviata a verifica ed esito
Dopo l’invio conserva gli estremi della pratica e controllane lo stato: la conferma di trasmissione non equivale ancora all’esito definitivo.

Quando decorre il pagamento se presenti una nuova domanda?

La data di presentazione può incidere sugli arretrati. Secondo la scheda INPS aggiornata nel 2026, per le domande presentate dal 1° marzo al 30 giugno di ciascun anno l’Assegno spetta con gli arretrati a partire dal mese di marzo. Se la domanda viene presentata dopo il 30 giugno, la prestazione decorre dal mese successivo a quello di presentazione ed è determinata sulla base dell’ISEE disponibile al momento della domanda.

Questo significa che il 30 giugno non è una data oltre la quale “non si può più fare domanda”. La domanda può essere presentata anche successivamente, ma cambiano la decorrenza e il trattamento degli arretrati.

Errori comuni da evitare

ErrorePerché può creare problemiCosa fare
Presentare una nuova domanda quando quella precedente è già accoltaPuò creare confusione e non è necessaria per la continuità prevista dall’INPSControlla prima lo stato della pratica esistente
Confondere domanda AUU e ISEESono due adempimenti diversi: l’ISEE serve soprattutto a determinare l’importoPresenta la domanda anche senza ISEE se necessario, poi regolarizza l’ISEE secondo le scadenze applicabili
Inserire un IBAN senza ricontrollarloPuò causare anomalie nella verifica e nel pagamentoConfronta l’IBAN digitato con quello ufficiale del conto o della carta
Dimenticare variazioni familiariL’INPS richiede che siano comunicate le modifiche rilevanti, come la nascita di un altro figlioAggiorna la domanda quando cambia una situazione che incide sul beneficio
Non rinnovare l’ISEEL’importo può essere calcolato nella misura minima se non risulta un ISEE validoPresenta una nuova DSU per l’anno di riferimento

Checklist finale prima di chiudere la pratica

  • Hai verificato se esiste già una domanda accolta?
  • Hai controllato di rientrare nei requisiti previsti per il richiedente e per ciascun figlio?
  • Hai a disposizione un’identità digitale valida per l’accesso online?
  • Hai verificato codici fiscali e dati anagrafici?
  • Hai indicato correttamente la situazione dei figli maggiorenni o con disabilità, se presente?
  • Hai controllato la modalità di pagamento e l’IBAN?
  • Hai verificato se il tuo ISEE è valido per il 2026 o se devi presentare una nuova DSU?
  • Dopo l’invio, hai salvato ricevuta o estremi della pratica?

Se non vuoi presentare la domanda da solo

La procedura non deve necessariamente essere gestita in autonomia. L’INPS prevede, oltre al portale e all’app INPS Mobile, la presentazione tramite patronati e il supporto del Contact Center. Questa alternativa è utile soprattutto nei casi con affidamento, rappresentanza legale, figli maggiorenni con situazioni particolari, residenza all’estero o dubbi sulla ripartizione del pagamento.

Se chiedi assistenza, porta comunque con te i dati elencati nella checklist: velocizzerai la compilazione e ridurrai il rischio di dover tornare una seconda volta per un’informazione mancante.

Fonti ufficiali da consultare

Per controllare eventuali aggiornamenti successivi alla data di questa guida, fai sempre riferimento alle pagine INPS. Le principali fonti utilizzate sono la scheda servizio “Assegno unico e universale per i figli a carico”, la comunicazione sugli importi e sulla continuità delle domande per il 2026 e le istruzioni sulle novità 2026 per figli all’estero e lavoratori europei non residenti.

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