Assegno sociale: chi può richiederlo? Requisiti 2026 e domanda

Risposta breve: può richiedere l’Assegno sociale chi ha compiuto 67 anni, si trova in una situazione economica entro le soglie previste, risiede effettivamente in Italia e possiede il requisito di cittadinanza o di soggiorno richiesto. Per il 2026 l’importo massimo è di 546,24 euro al mese per 13 mensilità, ma la somma può essere ridotta in base ai redditi. L’INPS ha aggiornato la scheda della prestazione il 5 maggio 2026; le informazioni riportate qui sono verificate al 22 settembre 2026.

Che cos’è l’Assegno sociale?

L’Assegno sociale è una prestazione assistenziale dell’INPS destinata alle persone anziane che si trovano in condizioni economiche disagiate. Non è una pensione calcolata sui contributi versati: il diritto dipende soprattutto dall’età, dal reddito, dalla cittadinanza o dal titolo di soggiorno e dalla residenza. Ha sostituito la pensione sociale dal 1° gennaio 1996.

La domanda non viene accolta automaticamente al compimento dei 67 anni. L’interessato deve presentarla e dimostrare di rientrare in tutti i requisiti. La prestazione è provvisoria: l’INPS verifica periodicamente la situazione economica e la residenza effettiva.

Coppia anziana italiana consulta documenti e una penna al tavolo di casa
Una coppia anziana controlla con attenzione la documentazione economica prima di valutare una domanda di Assegno sociale.

Chi può richiederlo?

La risposta comprende cittadini italiani e alcune categorie di cittadini stranieri. In tutti i casi, però, l’età e la condizione economica devono essere rispettate. L’INPS indica come potenziali beneficiari:

  • cittadini italiani;
  • cittadini dell’Unione Europea iscritti all’Anagrafe del Comune di residenza;
  • cittadini extracomunitari familiari di un cittadino comunitario, nei casi previsti dalla normativa;
  • cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • persone straniere o apolidi riconosciute come rifugiate politiche o titolari di protezione sussidiaria.

Essere straniero residente in Italia, da solo, non basta. Per i cittadini extracomunitari è essenziale verificare il titolo di soggiorno posseduto e la documentazione anagrafica. In caso di dubbio, un patronato può controllare la posizione prima dell’invio della domanda.

Quanti anni bisogna avere?

Nel 2026 il requisito anagrafico è di 67 anni. La stessa soglia vale per il periodo dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, secondo le indicazioni INPS sui requisiti anagrafici. Non è quindi sufficiente avere un reddito basso: la domanda presentata prima del compimento dell’età prevista non dà diritto all’Assegno sociale.

Per chi compie 67 anni, è utile preparare per tempo i dati reddituali e anagrafici, ma la domanda deve essere presentata quando tutti i requisiti risultano maturati. La decorrenza ordinaria parte dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Quale reddito bisogna avere?

Nel 2026 l’importo massimo dell’Assegno sociale è di 546,24 euro mensili per 13 mensilità, cioè 7.101,12 euro annui. L’INPS usa soglie diverse a seconda che il richiedente sia non coniugato oppure coniugato:

SituazioneSoglia annua indicata dall’INPSPossibile risultato
Richiedente non coniugatoReddito inferiore a 7.101,12 euroAssegno intero se non ha redditi; ridotto se possiede redditi inferiori alla soglia
Richiedente coniugatoReddito coniugale inferiore a 14.202,24 euroIntero se il reddito coniugale è sotto 7.101,12 euro; ridotto tra 7.101,12 e 14.202,24 euro
Reddito pari o superiore alla soglia massimaAlmeno 7.101,12 euro per il non coniugato o 14.202,24 euro per il coniugatoIl requisito economico non risulta rispettato

Le soglie non vanno interpretate come un semplice calcolo dello stipendio o della pensione mensile. Per il richiedente non coniugato si considera il reddito personale; per il richiedente coniugato si considera il cumulo con il reddito del coniuge. L’importo effettivo è la differenza tra il limite applicabile e i redditi rilevanti, entro il massimo previsto.

Quali redditi vengono considerati?

L’INPS considera diverse categorie, non soltanto i redditi soggetti a IRPEF. Tra gli elementi indicati nella scheda ufficiale rientrano, in sintesi:

  • redditi soggetti a IRPEF, al netto delle imposte e dei contributi;
  • redditi esenti da imposta;
  • interessi e altri redditi soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva;
  • redditi di terreni e fabbricati;
  • pensioni dirette estere, rendite vitalizie INAIL e alcune prestazioni assistenziali continuative;
  • assegni alimentari previsti dal Codice civile.

Non entrano invece nel calcolo, tra gli altri casi indicati dall’INPS, il reddito della casa di abitazione, il trattamento di fine rapporto e alcune somme arretrate soggette a tassazione separata. La valutazione concreta dipende dalla natura del reddito e dalla documentazione disponibile: non conviene escludere autonomamente una voce solo perché non compare nella dichiarazione ordinaria.

Serve aver versato contributi?

No, l’Assegno sociale non è legato a un numero minimo di anni di contributi. È una prestazione assistenziale, quindi può interessare anche chi non ha maturato una pensione contributiva sufficiente. Questo non significa però che ogni persona senza contributi ne abbia diritto: restano obbligatori età, reddito, cittadinanza o titolo di soggiorno e residenza.

Chi percepisce già una pensione può rientrare nel limite soltanto se il reddito complessivo considerato dall’INPS resta sotto la soglia. In alcuni casi l’Assegno può essere riconosciuto in misura ridotta; non è corretto sommare automaticamente l’importo massimo alla pensione già ricevuta.

Un cittadino straniero può richiederlo?

Sì, ma deve appartenere a una delle categorie ammesse e rispettare il requisito del soggiorno. L’INPS richiede il soggiorno legale e continuativo in Italia per almeno dieci anni antecedenti alla domanda. È inoltre necessaria la residenza effettiva in Italia al momento della richiesta e durante il mantenimento della prestazione.

Per i cittadini comunitari e per i familiari extracomunitari di cittadini comunitari è richiesta anche l’iscrizione all’Anagrafe del Comune di residenza. Per altri cittadini extracomunitari, il titolo normalmente indicato dall’INPS è il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Rifugiati politici e titolari di protezione sussidiaria sono ricompresi tra le situazioni equiparate indicate dall’Istituto.

La residenza deve essere mantenuta in Italia?

Sì. L’Assegno sociale non è esportabile come una normale pensione italiana. Secondo la scheda INPS, se il titolare resta all’estero per più di 29 giorni continuativi, il pagamento viene sospeso dal momento dell’allontanamento. Se la sospensione dura oltre un anno, la prestazione viene revocata.

Un viaggio breve non equivale automaticamente alla perdita definitiva del beneficio, ma assenze prolungate possono incidere sul diritto. Chi programma un trasferimento o soggiorni frequenti all’estero dovrebbe chiedere chiarimenti all’INPS o a un patronato prima di partire.

Come si presenta la domanda?

La domanda si presenta online all’INPS attraverso il servizio dedicato “Assegno sociale”. Chi non usa i servizi digitali può rivolgersi al Contact Center oppure a un patronato. I recapiti indicati dall’INPS sono:

  • 803 164, gratuito da rete fissa;
  • 06 164 164, da rete mobile;
  • un patronato o altro intermediario abilitato.

Prima di inviare la richiesta è utile avere disponibili i dati anagrafici, le informazioni sullo stato civile, i redditi propri e del coniuge, gli estremi della residenza e, quando necessario, il titolo di soggiorno. Il patronato non sostituisce la decisione dell’INPS, ma può aiutare a evitare errori nella compilazione e a individuare documenti mancanti.

L’INPS indica un termine di definizione del provvedimento pari a 45 giorni. L’esito può comunque richiedere verifiche ulteriori quando i dati reddituali, anagrafici o di residenza non sono immediatamente disponibili.

Checklist prima di fare richiesta

  1. Ho già compiuto 67 anni?
  2. Risiedo effettivamente in Italia?
  3. Posso dimostrare dieci anni di soggiorno legale e continuativo, se richiesto dalla mia situazione?
  4. Il mio reddito personale, oppure quello mio e del coniuge, rientra nelle soglie 2026?
  5. La mia cittadinanza o il mio titolo di soggiorno rientra tra quelli ammessi?
  6. Ho controllato anche redditi esteri, interessi, immobili e prestazioni continuative?

Se una risposta non è chiara, non basta compilare la domanda basandosi su un calcolo approssimativo. È preferibile consultare la scheda ufficiale INPS sull’Assegno sociale, aggiornata il 5 maggio 2026, oppure chiedere assistenza a un patronato. Le regole e gli importi possono essere rivalutati negli anni successivi: per una nuova domanda bisogna sempre controllare la versione più recente della pagina INPS.

Fonti ufficiali

Per verificare requisiti, importi e modalità di richiesta, consulta la pagina INPS dedicata all’Assegno sociale, le precisazioni INPS sui requisiti di cittadinanza e soggiorno e la circolare INPS sul soggiorno legale continuativo.

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