Per capire i dati sulla qualità dell'aria, non basta guardare il colore di una mappa. Bisogna leggere insieme inquinante, concentrazione, periodo di mediazione, luogo e orario. Solo dopo ha senso interpretare l'indice e le raccomandazioni associate. Un valore riferito a un'ora, infatti, non si confronta direttamente con una soglia giornaliera o annuale.
Questa guida riguarda l'Italia, con fonti verificate il 1° novembre 2026. Gli esempi numerici sono puramente illustrativi e non descrivono misurazioni reali né un episodio locale di inquinamento.
Dove cercare dati affidabili
Parti dal sito dell'ARPA o APPA, l'agenzia ambientale della tua regione o provincia autonoma: cerca la sezione dedicata all'aria, il bollettino e la scheda della stazione. Per una consultazione nazionale, la pagina ISPRA sulla qualità dell'aria rimanda ai dati in tempo quasi reale e alle serie storiche.
Controlla se il numero è una misura, una stima modellistica o una previsione. Una mappa continua può mostrare il risultato di un modello anche dove non esiste una centralina: non significa che ogni strada abbia un sensore. ISPRA precisa inoltre che i dati quasi in tempo reale possono avere alcune ore di ritardo e subire correzioni dopo i controlli di validazione.
Le sigle e le unità da riconoscere
La concentrazione indica quanto inquinante è presente in un volume d'aria. Per molti parametri si usa µg/m³, cioè microgrammi per metro cubo. Non confonderla con µm, il micrometro usato per descrivere la dimensione delle particelle, né con il punteggio senza unità di un indice.
| Parametro | Che cosa indica | Che cosa verificare |
| PM10 | Particolato selezionato in base alle dimensioni aerodinamiche, con riferimento a 10 micrometri. | Se il dato è orario, giornaliero o annuale. |
| PM2,5 | La frazione più fine del particolato, con riferimento a 2,5 micrometri. | Il periodo di mediazione e la presenza del parametro nella stazione scelta. |
| NO₂ | Biossido di azoto, un gas legato anche ai processi di combustione. | Tipo di stazione e indicatore riportato. |
| O₃ | Ozono presente nell'aria vicino al suolo. | Se viene mostrata una media oraria o un indicatore su otto ore. |
Le caratteristiche degli inquinanti sono descritte dal Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente. Il PM2,5 è compreso nel PM10: sommare le due concentrazioni non dà un “totale delle polveri” corretto.
Prima del confronto, controlla tempo e posizione
L'ora di aggiornamento non è sempre l'ora della misura
Leggi il giorno e l'intervallo a cui il dato si riferisce. “Pagina aggiornata alle 15” non dimostra che la concentrazione sia stata misurata alle 15. Controlla anche il fuso: la sigla Z indica UTC, mentre un portale può usare l'ora italiana o un'ora tecnica dichiarata nella documentazione. Se il fuso non è specificato, non attribuirgliene uno per ipotesi.
Una media giornaliera riassume una giornata; una media mobile viene ricalcolata facendo scorrere la finestra temporale. Non sono automaticamente la stessa cosa. Un giorno ancora in corso, inoltre, non offre necessariamente una media giornaliera completa.
La centralina deve rappresentare il contesto che ti interessa
Una stazione da traffico e una di fondo descrivono contesti diversi. Per confrontare due zone, cerca stazioni di tipo simile nello stesso periodo e consulta la scheda del sito, come nella documentazione della rete ARPA Lombardia. La centralina più vicina non rappresenta automaticamente ogni tratto del percorso; un dato mancante non equivale a zero.
Che cosa significa l'indice di qualità dell'aria?
IQA significa indice di qualità dell'aria; AQI è la sigla inglese. È una sintesi costruita trasformando le concentrazioni in classi o punteggi. Nell'indice europeo dell'Agenzia europea dell'ambiente, le sei classi dipendono dall'inquinante con la categoria peggiore tra quelli considerati, non dalla media dei colori.
La metodologia europea attuale usa concentrazioni orarie anche per il particolato e descrive la situazione a breve termine. L'indice non serve a certificare il rispetto dei limiti normativi. Se alcune sostanze non sono disponibili, leggi gli avvisi sulla completezza dei dati: un colore favorevole non misura ogni possibile contaminante.
Non esiste però un'unica scala universale. Per esempio, l'IQA di Arpae Emilia-Romagna considera PM10, NO₂ e O₃ e usa cinque classi. Due applicazioni possono quindi assegnare colori diversi senza che le concentrazioni siano necessariamente discordanti. Prima di confrontarle, verifica scala, inquinanti, orario e fonte.
Limiti di legge e linee guida OMS: perché non coincidono
I limiti normativi stabiliscono obblighi e criteri di valutazione. Le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità, OMS, sono raccomandazioni basate sulle evidenze sanitarie e non sono direttamente vincolanti. Essere sotto un limite legale non significa quindi assenza di rischio. La distinzione è spiegata nelle domande e risposte OMS sulle linee guida del 2021.
Per il PM10, il quadro descritto da SNPA distingue i seguenti riferimenti:
| Riferimento | Periodo | Valore e condizione |
| Standard vigente nel 2026 | Media giornaliera | 50 µg/m³, da non superare più di 35 volte nell'anno civile. |
| Standard europeo da rispettare entro il 1° gennaio 2030 | Media giornaliera | 45 µg/m³, da non superare più di 18 volte nell'anno civile. |
Fonte: SNPA, quadro sul PM10 pubblicato nel 2026. Il riferimento al 2030 non va presentato come già applicabile nel 2026.
Un esempio: PM10 a 60 µg/m³
Se 60 µg/m³ è un valore orario, da solo non dimostra un superamento giornaliero. Se è la media giornaliera validata, supera il riferimento di 50 µg/m³ e contribuisce al conteggio dei giorni di superamento. Un solo giorno, però, non dimostra che sia stato superato il numero annuo consentito. La verifica formale richiede dati completi e le valutazioni dell'agenzia competente.
Come usare il bollettino per decidere cosa fare
Per programmare un'attività nelle prossime ore, consulta le previsioni e le raccomandazioni sanitarie associate alla classe, poi ricontrolla i dati disponibili. Per capire l'esposizione abituale di un quartiere, invece, servono serie pluriennali e relazioni validate: una schermata del pomeriggio non basta.
Adatta l'intensità dell'attività all'aperto alle indicazioni del bollettino, soprattutto in presenza di problemi respiratori o cardiaci. Nell'indice europeo le raccomandazioni cambiano tra popolazione generale e persone sensibili: non esiste un unico divieto valido per ogni colore e per tutti.
Considera anche quale inquinante guida il peggioramento. Con l'ozono, una zona verde non è automaticamente migliore di una strada urbana: può raggiungere livelli elevati anche in aree rurali. Nelle giornate con ozono alto, le persone più suscettibili dovrebbero limitare esposizioni prolungate e sforzi intensi nelle ore più calde, come spiega ARPAV nell'approfondimento sull'ozono.
Controllo rapido prima di condividere un dato
- Ho indicato inquinante, unità e periodo di mediazione?
- La data riguarda la misura, non soltanto l'aggiornamento della pagina?
- So se si tratta di misura, stima o previsione e quale validazione ha ricevuto?
- Ho scelto una stazione pertinente e letto la legenda dell'indice?
- Sto distinguendo indicazioni sanitarie, limiti normativi e standard futuri?
Queste verifiche rendono il dato utile per una decisione concreta e impediscono che un singolo numero venga trasformato in un giudizio sull'intera città o sull'intero anno.