Luogotenente: significato, grado militare e ruolo in Italia
Che cosa significa luogotenente? Scopri dove si colloca il grado, le differenze con primo luogotenente e tenente e il ruolo nei corpi italiani.
Le elezioni israeliane del 2026 si tengono martedì 27 ottobre per rinnovare i 120 seggi della Knesset, il Parlamento nazionale. Per comprendere il voto non basta sapere chi guida i principali schieramenti: gli elettori scelgono liste di candidati e, solo dopo lo scrutinio, prende forma la maggioranza che potrebbe sostenere il prossimo governo. Tra i protagonisti c'è Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore e leader della lista Yashar.
Questa guida distingue tre questioni: come si esprime il voto, perché i seggi contano più di un semplice testa a testa tra leader e quale sia il ruolo di Eisenkot. Per spiegare i passaggi useremo una situazione esplicitamente inventata: Giulia, una lettrice italiana che segue la serata elettorale e cerca di interpretare i numeri senza confondere un sondaggio con il risultato.
La Commissione elettorale centrale ha fissato il voto per la 26ª Knesset al 27 ottobre 2026. Nella maggior parte dei seggi l'orario ordinario va dalle 07:00 alle 22:00 in Israele; per alcune sedi particolari possono valere disposizioni differenti. Il calendario dell'autorità elettorale indica il 4 novembre 2026 per la pubblicazione ufficiale dei risultati: è un passaggio distinto dalle stime della notte elettorale.
| Momento | Israele, ora di Gerusalemme | Italia, ora di Roma | UTC |
|---|---|---|---|
| Apertura ordinaria dei seggi, 27 ottobre | 07:00, IST (UTC+02:00) | 06:00, CET (UTC+01:00) | 05:00 UTC |
| Chiusura ordinaria dei seggi, 27 ottobre | 22:00, IST (UTC+02:00) | 21:00, CET (UTC+01:00) | 20:00 UTC |
| Pubblicazione ufficiale prevista | 4 novembre 2026, orario non specificato | 4 novembre 2026, orario non specificato | Orario non confermato |
Il 27 ottobre sia Israele sia Italia hanno già terminato l'ora legale: Gerusalemme segue l'Israel Standard Time (IST, UTC+02:00), mentre Roma segue l'ora dell'Europa centrale (CET, UTC+01:00). Giulia, guardando la chiusura dei seggi da Milano, deve quindi segnare le 21:00 italiane, non le 22:00. I riferimenti ufficiali sono il calendario della Commissione elettorale e il sito della Commissione elettorale centrale.
Israele utilizza un sistema proporzionale nazionale a liste: tutto il Paese costituisce un'unica circoscrizione per l'assegnazione dei 120 seggi. Sulla scheda l'elettore vota una lista presentata da un partito, non sceglie direttamente il primo ministro né seleziona singoli candidati all'interno della lista. Se una lista conquista un certo numero di seggi, entrano in Parlamento i candidati collocati nelle prime posizioni, secondo l'ordine depositato.
Possono votare i cittadini israeliani che abbiano compiuto 18 anni secondo i requisiti di legge. Chi cerca il proprio seggio può consultare il servizio del ministero dell'Interno israeliano per verificare sede e diritto di voto, che richiede dati identificativi personali. Il criterio essenziale per capire la scheda è spiegato anche dalla pagina istituzionale della Knesset sulle elezioni.
Una lista deve ottenere almeno il 3,25% dei voti validi a livello nazionale per partecipare all'assegnazione dei seggi. I voti attribuiti alle liste che rimangono sotto tale soglia non producono rappresentanza parlamentare per quelle liste. I seggi vengono poi ripartiti tra le liste ammesse con il metodo previsto dalla legge, noto come Bader-Ofer, che disciplina anche l'assegnazione dei seggi residui e gli eventuali accordi sui voti eccedenti.
Per questo una percentuale pubblicata durante la serata non può sempre essere trasformata meccanicamente in un numero definitivo di parlamentari. Conta anche quali liste superano la soglia e come vengono distribuiti gli ultimi seggi. I dettagli del calcolo sono disponibili nella spiegazione ufficiale della Knesset sul metodo Bader-Ofer.
Immaginiamo che Giulia legga una tabella completamente ipotetica: la Lista A conquista 32 seggi, la Lista B 24 e la Lista C 7. Non sono stime, risultati né nomi di partiti realmente in competizione: servono soltanto a mostrare come funzionano le trattative. Se le tre liste trovassero un accordo politico, insieme avrebbero 63 seggi su 120, due in più della soglia di 61 che rappresenta la maggioranza assoluta dei deputati.
Supponiamo invece che la Lista A, pur essendo quella più votata, non trovi alleati sufficienti. Il suo primato in termini di seggi non la trasformerebbe automaticamente nel governo. Giulia capisce così perché titoli come «primo partito» e «nuovo primo ministro» descrivono cose diverse. Le maggioranze possibili dipendono dalle scelte e dagli accordi delle forze parlamentari, non soltanto dalla posizione in classifica.
Dopo le elezioni il presidente della Repubblica consulta i rappresentanti dei gruppi parlamentari e affida il compito di formare un governo a un membro della Knesset che abbia accettato l'incarico e che, secondo la valutazione presidenziale, abbia maggiori possibilità di riuscire. Seguono negoziati e i passaggi previsti dalla Legge fondamentale sul governo; l'esecutivo deve ottenere la fiducia parlamentare. L'ufficio del presidente israeliano descrive le consultazioni e la procedura istituzionale.
Gadi Eisenkot, scritto anche Gadi Eizenkot in alcune traslitterazioni, è un ex generale israeliano. È stato il ventunesimo capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane dal 2015 al gennaio 2019, come conferma la sua biografia istituzionale delle IDF. Il passato militare è un elemento importante del suo profilo pubblico, ma non equivale di per sé a un mandato politico.
Eisenkot è entrato nella politica parlamentare nazionale con la lista di Unità Nazionale, associata a Benny Gantz, alle elezioni del 2022. Nella competizione del 2026 guida invece Yashar, formazione distinta presentata per la 26ª Knesset. I profili dell'Israel Democracy Institute su Unità Nazionale e su Yashar consentono di verificare questo percorso senza confondere le due liste.
Secondo gli obiettivi programmatici riportati dal Democracy Institute sulla base delle informazioni depositate presso il registro dei partiti, Yashar mette al centro sicurezza nazionale, istituzioni democratiche, istruzione pubblica, servizio militare o nazionale e riduzione delle disuguaglianze sociali. Sono posizioni dichiarate dal partito, non risultati già raggiunti o valutazioni indipendenti dell'efficacia delle proposte.
Nel dibattito elettorale Eisenkot è uno dei possibili protagonisti della costruzione di un'alternativa politica al governo guidato da Benjamin Netanyahu. Ma per stabilire il suo peso effettivo nel prossimo Parlamento bisogna conoscere i seggi attribuiti alle liste, gli accordi fra partiti e le decisioni successive al voto. Definirlo già vincitore o futuro premier prima di tali passaggi sarebbe inesatto.
Torniamo a Giulia. Alle 21:00 di martedì 27 ottobre 2026, ora di Roma (CET, UTC+01:00), corrispondenti alle 22:00 di Gerusalemme (IST, UTC+02:00) e alle 20:00 UTC, può iniziare a leggere le prime proiezioni diffuse dopo la chiusura ordinaria dei seggi. Prima di condividere una notizia, dovrebbe verificare che tipo di dato sta guardando:
Secondo il calendario della Commissione, la pubblicazione ufficiale è prevista per il 4 novembre 2026. La guida è impostata sulla giornata del voto del 27 ottobre e non attribuisce risultati numerici a partiti o candidati, poiché non presenta dati ufficiali di scrutinio verificati. Il punto di partenza per eventuali aggiornamenti rimane il portale della Commissione elettorale centrale.
In sintesi, le elezioni del 2026 decidono la composizione della Knesset; non eleggono direttamente il primo ministro. Per interpretare la competizione tra Netanyahu, Eisenkot e gli altri leader occorre seguire prima il voto alle liste, poi la distribuzione dei seggi e infine le consultazioni per formare il governo. È questa sequenza, più di qualsiasi titolo della serata, che permette di capire cosa cambia davvero.
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