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Elezioni in Serbia: chi è Vučić e cosa sapere del voto
Elezioni in Serbia: chi è Vučić e cosa sapere del voto
Aggiornamento al 26 ottobre 2026, prima della conferenza degli osservatori OSCE/ODIHR. Il titolo «Vučić ha perso» può far pensare a un’elezione presidenziale, ma il voto di domenica 25 ottobre in Serbia era parlamentare. Aleksandar Vučić aveva lasciato la presidenza a settembre per candidarsi alla guida del governo; al termine dello scrutinio ha riconosciuto la sconfitta della lista a lui legata, mentre i risultati ufficiali erano ancora in corso di elaborazione. Per capire cosa cambia, occorre separare tre cose: il ruolo di Vučić, il tipo di scheda votata e i numeri provvisori dai risultati certificati.
Un’urna e schede in un’aula predisposta per il voto: immagine di contesto, non una fotografia del seggio serbo del 25 ottobre.
Chi è Aleksandar Vučić e perché era candidato?
Vučić è stato una delle figure centrali della politica serba per oltre un decennio. Nel 2014 è diventato primo ministro e nel 2017 ha assunto la carica di presidente della Repubblica; nel 2022 è stato rieletto per un secondo mandato. Il suo partito, il Partito progressista serbo (SNS), è stato al governo per anni, mentre Vučić ha mantenuto un’influenza decisiva sulla campagna e sulla politica nazionale anche dopo essersi dimesso dalla presidenza.
Il 9 settembre 2026, ancora presidente, ha firmato il decreto di scioglimento del Parlamento e convocato le elezioni anticipate per domenica 25 ottobre. Il 27 settembre ha poi rassegnato le dimissioni dichiarando di voler partecipare al voto come cittadino. La presidente dell’Assemblea nazionale Ana Brnabić ha assunto le funzioni di presidente ad interim. Le dimissioni hanno consentito a Vučić di puntare al ruolo di primo ministro: la lista guidata dal suo schieramento si presentava come «Aleksandar Vučić – Serbia unita».
Gli elettori hanno scelto i 250 membri dell’Assemblea nazionale, non direttamente il presidente né il primo ministro. In Serbia il voto parlamentare si svolge con liste chiuse in un’unica circoscrizione nazionale: sulla scheda si seleziona una lista, e i seggi vengono ripartiti in proporzione ai voti. In seguito, la nuova maggioranza parlamentare dovrà sostenere la formazione di un governo; con 250 seggi, la maggioranza assoluta richiede 126 deputati. La guida elettorale della Commissione elettorale repubblicana (RIK) spiega il funzionamento del sistema.
Il voto si è svolto domenica 25 ottobre 2026, dalle 07:00 alle 20:00 a Belgrado, CET (UTC+01:00), cioè dalle 06:00 alle 19:00 UTC. La Serbia era passata all’ora solare nelle prime ore di quella stessa domenica: indicare soltanto «le 20» senza precisare il fuso può quindi creare confusione nei resoconti internazionali. Il decreto ufficiale fissava proprio il 25 ottobre come data delle elezioni anticipate.
La scheda includeva 18 liste approvate, tra cui «Lista degli studenti – Gli studenti vincono», una candidatura sostenuta dal movimento nato dalle proteste universitarie; il dato sulle liste è riportato anche nella guida pre-voto di Reuters. L’elenco ufficiale delle liste e la pagina di approvazione della Lista degli studenti sono consultabili presso la RIK.
Perché il movimento studentesco è diventato protagonista?
La mobilitazione è cresciuta dopo il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, il 1° novembre 2024, che provocò 16 morti. Le proteste chiesero trasparenza sulla ristrutturazione dell’edificio, accertamento delle responsabilità e contrasto alla corruzione. Col tempo le richieste si sono estese al funzionamento delle istituzioni, alla libertà dei media e alle condizioni della competizione elettorale.
La Lista degli studenti ha trasformato una protesta nata fuori dai partiti tradizionali in una sfida elettorale nazionale. Il suo programma e la sua composizione sono eterogenei: perciò una vittoria alle urne non risolve automaticamente la questione di chi guiderà il governo né garantisce che le diverse componenti trovino un’intesa. Il voto misura l’ampiezza del sostegno ricevuto; la capacità di convertire quel sostegno in una maggioranza stabile si vedrà durante i negoziati e nel lavoro del nuovo Parlamento.
Il risultato è definitivo?
Vučić ha riconosciuto la sconfitta della propria lista e ha attribuito alla Lista degli studenti una vittoria sulla base dei dati campionari disponibili. Nelle prime dichiarazioni ha stimato per gli studenti tra 135 e 140 seggi e per il suo schieramento 105, precisando però che il risultato non era definitivo. Queste cifre vanno quindi descritte come stime annunciate dal leader politico, non come ripartizione certificata dei seggi. La notizia della concessione è stata riportata da Reuters.
La RIK ha spiegato che i verbali vengono trasmessi e verificati e che i dati vengono pubblicati progressivamente, man mano che le commissioni elaborano i risultati dei seggi; l’accertamento complessivo arriva in seguito. La commissione indica inoltre un termine di pubblicazione dei risultati entro 96 ore dalla conclusione del voto. Per controllare i numeri aggiornati, usa il portale ufficiale dei risultati RIK e verifica se una tabella è provvisoria oppure definitiva, a quale territorio si riferisce e quanti seggi sono stati processati.
Quali sono i prossimi passaggi?
La prima conseguenza riguarda il Parlamento: le liste e i deputati eletti dovranno tradurre il risultato in una maggioranza in grado di sostenere un nuovo esecutivo. La presidenza è una questione separata. Dopo le dimissioni di Vučić, Ana Brnabić esercita temporaneamente le funzioni di capo dello Stato; il governo serbo ha indicato che una nuova elezione presidenziale dovrà svolgersi entro la fine di dicembre 2026. Il voto parlamentare del 25 ottobre, dunque, non ha scelto chi occuperà quella carica.
Un altro passaggio da seguire è la valutazione degli osservatori. L’OSCE/ODIHR ha annunciato la presentazione delle conclusioni preliminari lunedì 26 ottobre 2026 alle 15:00 a Belgrado, CET (UTC+01:00), pari alle 14:00 UTC; il rapporto finale sull’intero processo elettorale arriverà più avanti. Le conclusioni preliminari non sostituiscono i risultati ufficiali né il rapporto finale. Sono utili per valutare procedure, amministrazione, campagna, media e risoluzione dei reclami, ambiti inclusi nel mandato di osservazione. Consulta il programma ufficiale della missione OSCE/ODIHR.
Come verificare gli aggiornamenti senza confondere i dati
Controlla se la notizia riguarda le elezioni parlamentari del 25 ottobre o la distinta elezione presidenziale prevista entro fine anno.
Per i seggi e i voti, consulta la RIK e leggi l’etichetta dello stato dei dati: progressivi, preliminari o definitivi.
Tratta le stime dei politici e dei campioni di voto come proiezioni finché la commissione non pubblica l’esito ufficiale.
Se leggi una valutazione dell’OSCE/ODIHR, distingui la dichiarazione preliminare del 26 ottobre dal rapporto finale, atteso successivamente.
La domanda essenziale, quindi, non è soltanto «Vučić ha perso?». È anche quale lista abbia ottenuto i seggi secondo l’autorità elettorale, se la nuova Assemblea riesca a formare un governo e come sarà organizzata la successiva elezione del presidente. Ricontrollare questi tre elementi permette di seguire la transizione serba senza confondere una concessione politica, uno scrutinio ancora aperto e un risultato ufficiale.