Detassazione della tredicesima: come si calcola oggi e cosa potrebbe cambiare

La tredicesima arriva di norma nella parte finale dell’anno, ma il suo importo netto può sorprendere: a parità di lordo, spesso risulta inferiore a una normale mensilità. Per questo la detassazione della tredicesima è tornata nel dibattito sulla politica fiscale italiana. La domanda utile, però, non è soltanto quanto si potrebbe risparmiare: è capire quali regole siano già operative e quali siano ancora proposte.

Situazione al 28 ottobre 2026: non risulta introdotta una detassazione generale della tredicesima per i lavoratori dipendenti. Si applicano le regole fiscali ordinarie; eventuali agevolazioni collegate alla legge di bilancio 2027 richiederebbero una norma approvata, con beneficiari, limiti e decorrenza definiti. Non è quindi corretto considerare già garantita una tredicesima senza IRPEF.

Come viene tassata la tredicesima nel 2026

La tredicesima è una componente della retribuzione e concorre, di regola, al reddito di lavoro dipendente. Il datore di lavoro effettua le ritenute fiscali e previdenziali secondo le disposizioni applicabili. L’articolo 23 del DPR 600/1973 disciplina il prelievo sulle mensilità aggiuntive, mentre l’articolo 11 del TUIR stabilisce gli scaglioni dell’IRPEF.

Per il periodo d’imposta 2026, gli scaglioni nazionali sono:

Reddito imponibile annuoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Oltre 28.000 e fino a 50.000 euro33%
Oltre 50.000 euro43%

Le aliquote si applicano per scaglioni e non all’intero reddito con un’unica percentuale. La legge 199/2025 ha ridotto dal 35% al 33% l’aliquota del secondo scaglione dal 2026: si tratta di una modifica all’IRPEF generale, non di un’esenzione specifica per la tredicesima.

Perché il netto è spesso più basso rispetto allo stipendio mensile?

Nel cedolino ordinario il datore di lavoro tiene conto, secondo le regole previste, delle detrazioni per lavoro dipendente e di eventuali altri elementi che incidono sulle ritenute. Sulla tredicesima, invece, le detrazioni normalmente non vengono attribuite come una seconda quota mensile autonoma. Il risultato può essere un prelievo più visibile sulla mensilità aggiuntiva.

Questo non significa che la tredicesima subisca necessariamente un’imposta definitiva separata o un’aliquota punitiva. Il conguaglio fiscale considera la situazione annuale e può rettificare gli importi trattenuti, in funzione del reddito complessivo e delle detrazioni spettanti. Possono incidere anche addizionali regionali e comunali, eventuali agevolazioni personali e il sistema contributivo applicato.

Detassazione della tredicesima: quali ipotesi vengono discusse?

Nel confronto politico sulla manovra 2027 sono state avanzate diverse idee: esentare la tredicesima dall’IRPEF, applicare un’imposta sostitutiva ridotta oppure concentrare il beneficio su specifiche fasce di reddito. Una proposta pubblica non equivale a una disposizione in vigore, e una percentuale citata nel dibattito non basta per calcolare l’importo che finirà in busta paga.

Il Documento programmatico di finanza pubblica 2026, presentato al Parlamento in ottobre, è parte del percorso preparatorio della manovra per il triennio 2027-2029. Per sapere se una misura diventerà applicabile servono il testo normativo, il suo esame parlamentare e l’entrata in vigore. Fino ad allora, il riferimento per la tredicesima 2026 resta la disciplina esistente.

ScenarioPossibile effetto sul nettoCompromesso o condizione da verificare
Tassazione ordinaria, in vigoreNessun beneficio speciale sulla tredicesimaIl netto dipende dall’imponibile e dal conguaglio annuale
Esenzione IRPEFRisparmio teoricamente maggiore sulla quota esentataCosto per i conti pubblici e possibile limite per reddito
Imposta sostitutiva al 10% o 15%Risparmio rispetto a un’aliquota IRPEF più altaServe stabilire platea, base imponibile e rapporti con le addizionali
Agevolazione selettivaBeneficio concentrato sui redditi ammessiSoglie ed eventuali esclusioni possono creare differenze fra lavoratori

Le tre alternative agevolate sono esempi di impostazioni possibili, non opzioni che il dipendente possa scegliere oggi. La convenienza dipenderebbe dal testo definitivo: un’esenzione parziale, per esempio, non produce lo stesso risultato di una tassa sostitutiva su tutta la mensilità.

Quanto si potrebbe guadagnare? Un esempio da leggere con cautela

Supponiamo, soltanto per confrontare i meccanismi, una base imponibile fiscale della tredicesima di 1.000 euro, già al netto dei contributi previdenziali, interamente soggetta in questo esempio all’aliquota marginale del 33%. Consideriamo solo l’imposta sul reddito della somma, senza addizionali, conguagli, detrazioni o effetti sulle prestazioni:

  • Regola ordinaria ipotizzata: 330 euro di IRPEF sulla quota di 1.000 euro.
  • Imposta sostitutiva ipotetica al 15%: 150 euro, con una differenza di 180 euro.
  • Imposta sostitutiva ipotetica al 10%: 100 euro, con una differenza di 230 euro.
  • Esenzione totale ipotetica: nessuna IRPEF su quella quota, con una differenza di 330 euro.

Questi numeri non sono la previsione di una busta paga reale. Una mensilità aggiuntiva può attraversare più scaglioni, il reddito annuale può modificare il risultato del conguaglio e una futura norma potrebbe prevedere tetti, esclusioni o criteri diversi. Inoltre, detassare non significa automaticamente eliminare i contributi previdenziali.

Quale soluzione favorirebbe davvero i lavoratori?

Redditi bassi e rapporti di lavoro discontinui

Per chi ha redditi contenuti, è decisivo sapere se la misura sarebbe limitata a una certa soglia e se sarebbe compatibile con altre agevolazioni. Un’esenzione ampia può sembrare generosa, ma chi già paga poca IRPEF potrebbe ottenere un vantaggio inferiore rispetto a chi è soggetto a un’aliquota marginale elevata. Un sostegno fisso o mirato potrebbe distribuire il beneficio diversamente; occorrono però regole concrete per confrontarlo.

Redditi medi

Una tassazione sostitutiva inferiore al 33% può produrre un risparmio apprezzabile sulla quota interessata, se il lavoratore rientra tra i beneficiari. Prima di valutare l’impatto sul bilancio familiare vanno controllati gli eventuali limiti di reddito e il trattamento delle addizionali: senza questi dettagli, le simulazioni restano indicative.

Redditi elevati e lavoratori con più rapporti

Chi ha redditi maggiori potrebbe beneficiare in misura assoluta più elevata di un’esenzione senza limiti, ma è proprio per questo che molte ipotesi di intervento prevedono una selezione della platea. Chi ha cambiato datore di lavoro o percepisce più redditi deve inoltre prestare attenzione al conguaglio e alla dichiarazione: il dato decisivo non è solo la tredicesima lorda, ma il quadro fiscale dell’intero anno.

Come controllare la tredicesima sul cedolino

  1. Individua il lordo della mensilità aggiuntiva: verifica le voci utilizzate nel calcolo, il periodo maturato e le previsioni del contratto collettivo applicato.
  2. Controlla i contributi: distinguere il lordo dall’imponibile fiscale evita di applicare un’aliquota alla cifra sbagliata.
  3. Leggi le ritenute IRPEF: confronta quelle sulla tredicesima con le altre voci del cedolino, senza presumere che la detrazione mensile si ripeta.
  4. Verifica il conguaglio: se il reddito è cambiato durante l’anno, chiedi all’ufficio paghe come è stato considerato il reddito complessivo.
  5. Consulta le fonti ufficiali: le proposte parlamentari o governative non modificano da sole le buste paga; una novità deve trovare riscontro in una norma applicabile.

La tredicesima maturata può essere proporzionale ai mesi utili di lavoro e la sua base di calcolo dipende anche dal CCNL e dalle caratteristiche del rapporto. Il Ministero del Lavoro ricorda che la contrattazione collettiva è centrale nel determinare la retribuzione e le mensilità aggiuntive. Per un controllo individuale, busta paga, contratto e consulente del lavoro sono strumenti più affidabili di un simulatore generico.

Le risposte alle domande più frequenti

La tredicesima di dicembre 2026 sarà esentasse?

Non esiste, nelle norme ufficiali consultate al 28 ottobre 2026, un’esenzione generale già operativa. Per pianificare le spese è prudente calcolare la tredicesima secondo la tassazione ordinaria, senza anticipare benefici ipotetici.

La detassazione della tredicesima riguarda anche i pensionati?

Nel dibattito pubblico il tema può essere esteso alle pensioni, ma le regole sulle tredicesime pensionistiche e quelle sui cedolini dei dipendenti non vanno sovrapposte. L’eventuale inclusione dei pensionati dovrebbe essere prevista espressamente da una nuova disposizione; non è possibile dedurla da una proposta riferita soltanto ai lavoratori.

Posso chiedere al datore di lavoro di applicare il 10%?

No: un’aliquota sostitutiva ipotizzata in una proposta non è una scelta individuale disponibile. Il datore di lavoro deve applicare le norme vigenti e le eventuali condizioni di legge, non una percentuale citata nel dibattito politico.

Fonti ufficiali per verificare gli aggiornamenti

In sintesi: per chi lavora in Italia la decisione più utile oggi è verificare il proprio cedolino e distinguere gli effetti delle aliquote IRPEF 2026 da un’eventuale riforma futura. Finché non saranno noti testo, soglie, beneficiari e data di decorrenza, nessuna cifra promessa sulla detassazione della tredicesima può essere considerata un aumento certo del netto.

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