Genoa-Milan, diretta DAZN l’8 novembre 2026: TV, streaming e formazioni ufficiali
Genoa-Milan oggi 8 novembre 2026 alle 15:00 CET: dove vederla su DAZN, informazioni sul canale 214 Sky, streaming e formazioni ufficiali.
Informazioni verificate l’8 novembre 2026 alle 14:20, ora italiana (CET, UTC+01:00).
Una centrale nucleare produce elettricità sfruttando il calore liberato dalla fissione di nuclei atomici, generalmente di uranio. Il calore permette di ottenere vapore, che mette in movimento una turbina collegata a un generatore: è quest’ultimo a trasformare l’energia meccanica in energia elettrica.
Il passaggio decisivo avviene nel reattore, dove la reazione a catena viene controllata e il calore viene continuamente trasferito a un fluido. Nei reattori ad acqua più diffusi, il percorso del vapore cambia a seconda del progetto: può formarsi direttamente nel reattore oppure in un circuito separato.
Destaques
Il percorso può essere letto come una serie di trasformazioni: energia nucleare, calore, movimento ed elettricità. In un reattore a fissione, alcuni nuclei del combustibile assorbono un neutrone e si dividono in nuclei più piccoli. Il processo libera energia e altri neutroni, che possono colpire ulteriori nuclei.
Se un numero sufficiente di neutroni provoca nuove fissioni, la reazione si sostiene nel tempo. Il reattore è progettato per mantenerla sotto controllo, così da produrre calore in modo utilizzabile. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti descrive la fissione e il ruolo dei neutroni nella reazione a catena.
Il calore passa dal combustibile al fluido refrigerante. Nei reattori ad acqua trattati qui, viene poi usato per produrre vapore. Il vapore attraversa le pale della turbina e le fa ruotare; la turbina trascina un generatore, che produce corrente elettrica. Un trasformatore ne adegua la tensione per il trasporto sulla rete. Dopo la turbina, il vapore viene raffreddato, torna acqua e può essere riutilizzato nel ciclo.
Molti reattori impiegano uranio sotto forma di piccole pastiglie ceramiche, inserite in tubi metallici sigillati chiamati barre di combustibile. Le barre sono raggruppate in elementi e collocate nel nocciolo, la parte del reattore in cui avviene la reazione.
Un isotopo importante è l’uranio-235, capace di subire fissione dopo aver assorbito un neutrone. Nei comuni reattori commerciali ad acqua si usa generalmente uranio arricchito, cioè lavorato per aumentare la percentuale di uranio-235 rispetto a quella presente nell’uranio naturale. Il combustibile non brucia come carbone o gas: il calore deriva dalla trasformazione dei nuclei atomici.
Nei reattori ad acqua leggera, l’acqua ha due funzioni: porta via calore dal combustibile e agisce da moderatore, rallentando i neutroni in modo da favorire ulteriori fissioni nel combustibile utilizzato. Le barre di controllo, realizzate con materiali che assorbono neutroni, aiutano invece a regolare la reazione.
Inserendo maggiormente le barre nel nocciolo si assorbono più neutroni e si riduce la velocità della reazione; estraendole, la reazione può aumentare. Durante un arresto rapido, le barre vengono inserite per interrompere la reazione a catena sostenuta. Regolazione e arresto fanno parte di un insieme più ampio di sistemi, controlli e procedure: il loro funzionamento concreto dipende dal progetto dell’impianto.
Spegnere la reazione a catena non elimina immediatamente tutto il calore. I prodotti radioattivi presenti nel combustibile continuano a decadere e a generare calore residuo, che deve essere rimosso anche dopo l’arresto. Questo è uno dei motivi per cui il raffreddamento resta essenziale.
La distinzione riguarda soprattutto il punto in cui viene prodotto il vapore che aziona la turbina:
In entrambi i casi, il principio generale resta lo stesso: il reattore fornisce il calore, mentre turbina e generatore lo convertono in elettricità. Non tutti i reattori nucleari, però, usano acqua nello stesso modo: esistono anche progetti con altri refrigeranti. La distinzione tra PWR e BWR è illustrata nella guida tecnica del Dipartimento dell’Energia.
Dopo aver ceduto parte della propria energia alla turbina, il vapore raggiunge il condensatore. Qui viene raffreddato e torna liquido; una pompa lo rimanda nel ciclo in cui sarà nuovamente riscaldato. Il condensatore trasferisce il calore residuo a un sistema di raffreddamento separato.
Alcune centrali usano torri di raffreddamento per disperdere parte di questo calore nell’ambiente. Il pennacchio bianco visibile sopra una torre è principalmente costituito da minuscole gocce d’acqua formate dalla condensazione del vapore acqueo. Non tutte le centrali hanno torri di quel tipo: la soluzione adottata dipende dal sito e dal progetto. I circuiti e le loro funzioni sono descritti nel materiale didattico del Dipartimento dell’Energia.
Con il funzionamento, la composizione del combustibile cambia e una parte viene periodicamente sostituita. Quando viene estratto, il combustibile irraggiato continua a emettere radiazioni e a produrre calore: viene quindi inizialmente collocato in una piscina d’acqua che fornisce raffreddamento e schermatura. Le fasi successive dipendono dalle scelte e dalle infrastrutture disponibili; la gestione del materiale radioattivo richiede tempi e controlli specifici. Il Dipartimento dell’Energia spiega il ruolo delle piscine di stoccaggio.
Una centrale nucleare può produrre elettricità per lunghi periodi, programmando fermate per manutenzione e sostituzione del combustibile. Durante la generazione non brucia combustibili fossili; le emissioni associate all’intero ciclo di vita, però, comprendono anche attività come costruzione, estrazione e lavorazione dei materiali.
La produzione richiede inoltre investimenti, personale specializzato, disponibilità di raffreddamento e una gestione di lungo periodo del combustibile usato e dei rifiuti radioattivi. Tempi e costi variano in base al progetto e al contesto: la sola descrizione del funzionamento non permette di prevedere se un nuovo impianto sarà conveniente in un determinato Paese.
No. Nei reattori a fissione il calore deriva dalla divisione di nuclei atomici, non dalla combustione chimica dell’uranio.
Dipende dal tipo di reattore. In un PWR il circuito del reattore cede calore a un circuito separato; in un BWR il vapore prodotto nel reattore alimenta direttamente la turbina.
Perché il decadimento dei prodotti radioattivi continua a generare calore residuo anche dopo l’interruzione della reazione a catena.
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