Dove vedere Milan-Bologna in TV e streaming: orario, DAZN e opzioni Sky
Milan-Bologna del 28 ottobre 2026: orario a San Siro, diretta DAZN e differenze tra app, canale 214 Sky e NOW per scegliere come vedere la partita.
Un taglio delle accise riduce la componente fiscale del prezzo dei carburanti, ma non garantisce che il prezzo esposto dal distributore scenda dello stesso importo. In Italia l’accisa è un’imposta fissa per unità di prodotto, mentre l’IVA si applica anche alla parte di prezzo che comprende l’accisa. Perciò, quando l’accisa diminuisce, può diminuire anche l’IVA corrispondente. Il beneficio effettivo per chi fa rifornimento dipende però da ciò che accade nel frattempo alle altre voci del prezzo.
La novità del 28 ottobre 2026 riguarda il gasolio. Con il decreto del 27 ottobre, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 250, l’aliquota per il gasolio usato come carburante è fissata a 632,90 euro per mille litri dal 28 ottobre al 7 novembre 2026, rispetto al valore ordinario di 672,90 euro per mille litri. Significa 4 centesimi di accisa in meno per litro e, nell’ipotesi che tutti gli altri elementi restino invariati e che il minor carico fiscale si trasferisca integralmente sul prezzo, 4,88 centesimi al litro IVA compresa. Il provvedimento è consultabile nella Gazzetta Ufficiale, decreto 27 ottobre 2026.
L’accisa è un’imposta indiretta applicata a determinati prodotti, tra cui benzina e gasolio. Per i carburanti è normalmente espressa in euro per mille litri: una cifra di 632,90 euro per mille litri corrisponde a 0,63290 euro per litro. È quindi diversa da una percentuale sul prezzo di vendita. Se il prezzo industriale cambia, l’importo unitario dell’accisa resta quello stabilito dalla normativa vigente, salvo nuovi provvedimenti.
L’imposta è assolta nella filiera secondo le regole del Testo unico delle accise, ma viene incorporata nel costo che arriva al consumatore. Non è quindi necessario che sullo scontrino compaia una riga separata con l’accisa perché questa incida sul rifornimento.
Il prezzo che si legge sul cartello del distributore non dipende solo dalle tasse. In modo semplificato comprende tre elementi:
Una formula indicativa per comprendere il meccanismo è: prezzo finale = (componente prima delle imposte + accisa) × 1,22. Si tratta di uno schema esplicativo, non di un listino ufficiale né di una formula con cui ricostruire tutti i costi di una singola stazione di servizio. Il rapporto tra componente fiscale e industriale è illustrato anche nei dossier del Senato sulla tassazione dei carburanti.
Quando si legge che il Governo ha ridotto l’accisa di un certo numero di centesimi, quel numero indica la variazione dell’imposta, non necessariamente il calo registrato dal prezzo finale. Poiché l’IVA si calcola anche sulla componente dell’accisa, il beneficio fiscale teorico può essere superiore al solo taglio nominale.
Il decreto del 27 ottobre 2026 modifica temporaneamente l’aliquota del gasolio per autotrazione. Confrontando l’aliquota ordinaria di 672,90 euro per mille litri con quella temporanea di 632,90 euro per mille litri, la differenza è di 40 euro per mille litri, ovvero 0,04 euro al litro. Applicando il 22% di IVA alla variazione si arriva a 0,0488 euro al litro.
| Quantità di gasolio | Riduzione della sola accisa | Vantaggio teorico IVA compresa |
|---|---|---|
| 20 litri | 0,80 € | 0,98 € circa |
| 40 litri | 1,60 € | 1,95 € circa |
| 50 litri | 2,00 € | 2,44 € |
| 60 litri | 2,40 € | 2,93 € circa |
Attenzione: questi importi sono simulazioni dell’effetto fiscale a parità di tutte le altre condizioni, non rimborsi garantiti e nemmeno rilevazioni dei prezzi effettivamente praticati. Se nello stesso periodo aumenta il prezzo industriale, il diesel può costare di più nonostante l’accisa ridotta. Viceversa, un calo delle quotazioni può amplificare la diminuzione osservata alla pompa.
Il decreto del 27 ottobre 2026 qui esaminato interviene specificamente sull’accisa del gasolio usato come carburante. Non dispone, nello stesso articolo, un identico nuovo taglio per la benzina o per il GPL. Non si deve quindi applicare automaticamente a tutti i carburanti il risparmio calcolato per il diesel.
Il contesto è importante: la legge di bilancio 2026 aveva parificato le aliquote ordinarie di benzina e gasolio a 672,90 euro per mille litri, ma nel corso dell’anno sono stati approvati diversi interventi temporanei, con prodotti interessati, importi e scadenze differenti. Per ricostruire la situazione di un giorno preciso bisogna leggere il provvedimento in vigore in quel giorno, non affidarsi a un importo ricordato da un precedente taglio. Una ricostruzione normativa è disponibile nel dossier parlamentare del Senato sulle misure per i carburanti.
Esistono almeno quattro ragioni pratiche. Innanzitutto, le quotazioni all’ingrosso possono muoversi in senso opposto al beneficio fiscale. Inoltre, i gestori aggiornano i prezzi secondo le condizioni di approvvigionamento e commerciali della rete: l’effetto non è necessariamente identico, istantaneo o isolabile in ogni impianto. Anche la modalità di erogazione conta: il prezzo self service e quello servito possono essere differenti. Infine, un taglio valido solo per alcuni giorni può essere seguito dalla scadenza della misura e dal ritorno all’aliquota precedente, salvo proroghe o nuove disposizioni.
Per questo è poco corretto confrontare soltanto il prezzo di due giornate e attribuire tutta la differenza alle accise. La valutazione più utile separa la variazione fiscale, calcolabile dalla norma, dalla variazione commerciale e industriale, che richiede dati sui prezzi praticati.
I prezzi diffusi dal Ministero sono dati di confronto e di trasparenza: il prezzo della singola pompa può discostarsi dalla media regionale. La differenza tra due rilevazioni non dimostra da sola che un esercente abbia applicato o meno il taglio fiscale.
Per interpretare correttamente un annuncio servono quattro informazioni: il testo ufficiale, i carburanti coinvolti, l’entità esatta della variazione e la durata. Una proposta politica, una bozza e una disposizione pubblicata con efficacia non sono la stessa cosa. Conviene inoltre verificare se l’importo comunicato è espresso al netto o al lordo dell’IVA e se è riferito a un litro, a mille litri oppure, nel caso di altri prodotti, a un’unità di misura diversa.
Per automobilisti e imprese con percorrenze elevate, anche un taglio di pochi centesimi può produrre un effetto misurabile, ma il risparmio va stimato sui litri effettivamente consumati durante la finestra di validità. Per chi utilizza benzina, GPL o metano è indispensabile cercare la disposizione riferita al proprio carburante, senza estendere per analogia il beneficio del gasolio.
Le accise fanno parte del prezzo dei carburanti insieme alla componente industriale e all’IVA. Il taglio temporaneo del gasolio in vigore dal 28 ottobre al 7 novembre 2026 riduce l’accisa di 4 centesimi al litro, con un effetto teorico di 4,88 centesimi al litro IVA compresa. Il dato fiscale è certo; il prezzo finale varia da distributore a distributore. Per un controllo concreto occorre verificare la normativa aggiornata sulla Gazzetta Ufficiale e confrontare i prezzi praticati tramite le informazioni del MIMIT, prima di attribuire eventuali rincari o ribassi soltanto alle tasse.
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